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sabato 9 dicembre 2017

Un giorno

Buenas noches

Peraltro è vero che alcune cose si possono dire solo quando ormai sono diventato altro, o perlomeno quando hanno ormai assunto un'importanza diversa.
 
Dulce Maria Cardoso

Sono tutte storie d'amore.
Un giorno forse quando sarai solo un ricordo, un giorno potrai raccontare.

domenica 25 settembre 2016

segreti e occultamenti


Questi erano i dolori miei più segreti e profondi, pensavo che non li avrei mai potuti raccontare a nessuno; erano totalmente veri, ma non erano affatto sinceri come notai imporvvisamente con stupore.

O.Pamuk - il mio nome è rosso pag. 161

Segreti, omissioni e occultamenti

E' faticoso muoversi nell'ombra e spiare senza essere visto o cercando di non essere scoperto, come è faticoso tenere un segreto o conservare un mistero, che fatica la clandestinità e la permanente coscienza di come non tutti i nostri congiunti possano avere uguali  conoscenze, a un amico si nasconde una cosa e a un altro un'altra  diversa da quella che è nota al primo, si inventano per una donna  storie complesse che poi bisogna ricordare per sempre nei dettagli  come se si fossero vissute, con il rischio di farsi scoprire più  tardi, e a un'altra donna più nuova si racconta la verità su tutto  tranne su quelle cose innocue che ci provocano vergogna di noi  stessi: che siamo capaci di passare ore guardando alla televisione  partite di calcio o degradanti concorsi, che leggiamo fumetti mentre  ormai siamo adulti o che ci getteremmo in terra per giocare a  rimbalzino se solo avessimo con chi farlo, che andiamo matti per il  gioco d'azzardo o ci piace un'attrice che ammettiamo essere odiosa e  perfino offensiva, che abbiamo un carattere tremendo e fumiamo appena  svegli e che fantastichiamo di una certa pratica sessuale che si considera aberrante e che non osiamo proporle.

Non sempre si occulta per il proprio interesse o per paura o per aver commesso una vera mancanza, non sempre per difendersi, molte lo si fa per non dare un dispiacere o non guastare la festa e per non arrecare danno, altre volte per puro civismo, non e' buona educazione nè da persona civile farsi conoscere del tutto, figurarsi mostrare le manie e i vizi; a volte sono le origini cioò che si tace o si falsifica (...) la gente nasconde i genitori e i nonni e i fratelli, i mariti o le mogli e a volte perfino i figli più somiglianti o legati al coniuge, passa sotto silenzio alcune fasi della propria vita, rifugge dalla gioventù o dall'infanzia o dall'età matura, in ogni biografia c'è un episodio oltraggioso o desolato o sinistro, qualcosa o molto - o è tutto - che per gli altri è meglio che non esista, per se stessi è meglio dissimularlo

Ci vergogniamo di troppe cose, del nostro aspetto e delle nostre convinzioni passate, della nostra ingenuitaà e della nostra ignoranza, della sottimissione o dell'orgoglio che abbiamo dimostrato una volta, della transigenza e della intransigenza, di tante cose proposte e dette senza convinzione, di esserci innamorati di chi ci siamo innamorati e di essere stati amici di chi lo siamo stati, le vite sono spesso  tradimento e negazione continui di ciò che vi è stato prima, si  sconvolge e si deforma tutto man mano che passa il tempo, e tuttavia  continuiamo a essere coscienti, per quanto vogliamo ingannare noi  stessi, che teniamo dei segreti e racchiudiamo in noi dei misteri,  anche se la maggior parte di questi sono banali.

 Com'è faticoso  muoversi sempre nell'ombra o è anche più difficile nella penombra mai  uniforme né uguale a se stessa, con ogni persona sono alcune le zone  illuminate e altre quelle tenebrose, cambiando a seconda della  conoscenza e dei giorni e degli interlocutori e delle ambizioni, e ci  diciamo costantemente: «Non sono più quello che ero, ho voltato le  spalle al mio vecchio io».

le vite sono spesso tradimento e negazione continui di ciò che vi è stato prima, si sconvolge e si deforma tutto man mano che passa il tempo, e tuttavia continuiamo a essere coscienti, per quanto vogliamo ingannare noi stessi, che teniamo dei segreti e racchiudiamo in noi dei misteri, anche se la maggior parte di questi sono banali...

...con ogni persona sono alcune le zone illuminate e altre quelle tenebrose, cambiando a seconda della conoscenza e dei giorni e degli interlocutori e delle ambizioni, e ci diciamo costantemente:"non sono più quello che ero, ho voltato le spalle al mio vecchio io".

Javier Marias - domani nella battaglia pensa a me

  • L'unica verità è quella che non si conosce
    (Javier marias e Orhan Pamuk)


  • lunedì 11 aprile 2016

    E' faticoso muoversi nell'ombra

    Javier Marias

    E' faticoso muoversi nell'ombra e spiare senza essere visto o cercando di non essere scoperto, come è faticoso tenere un segreto o conservare un mistero, che fatica la clandestinità e la permanente coscienza di come non tutti i nostri congiunti possano avere uguali  conoscenze, a un amico si nasconde una cosa e a un altro un'altra  diversa da quella che è nota al primo, si inventano per una donna  storie complesse che poi bisogna ricordare per sempre nei dettagli  come se si fossero vissute, con il rischio di farsi scoprire più  tardi, e a un'altra donna più nuova si racconta la verità su tutto  tranne su quelle cose innocue che ci provocano vergogna di noi  stessi: che siamo capaci di passare ore guardando alla televisione  partite di calcio o degradanti concorsi, che leggiamo fumetti mentre  ormai siamo adulti o che ci getteremmo in terra per giocare a  rimbalzino se solo avessimo con chi farlo, che andiamo matti per il  gioco d'azzardo o ci piace un'attrice che ammettiamo essere odiosa e  perfino offensiva, che abbiamo un carattere tremendo e fumiamo appena  svegli e che fantastichiamo di una certa pratica sessuale che si  considera aberrante e che non osiamo proporle.

    Non sempre si occulta  per il proprio interesse o per paura o per aver commesso una vera  mancanza, non sempre per difendersi, molte volte lo si fa per non  dare un dispiacere o non guastare la festa e per non arrecare danno,  altre volte per puro civismo, non è buona educazione né da persona  civile farsi conoscere del tutto, figurarsi mostrare le manie e i  vizi; a volte sono le origini ciò che si tace o si falsifica perché  quasi tutti avremmo preferito un'ascendenza diversa in qualcuno dei  nostri quattro quarti, la gente nasconde i genitori e i nonni e i  fratelli, i mariti o le mogli e a volte perfino i figli più  somiglianti o legati al coniuge, passa sotto silenzio alcune fasi  della propria vita, rifugge dalla gioventù o dall'infanzia o dall'età  matura, in ogni biografia c'è un episodio oltraggioso o desolato o  sinistro, qualcosa o molto - o è tutto - che per gli altri è meglio  che non esista, per se stessi è meglio dissimularlo.

    Ci vergogniamo  di troppe cose, del nostro aspetto e delle nostre convinzioni  passate, della nostra ingenuità e della nostra ignoranza, della  sottomissione o dell'orgoglio che abbiamo dimostrato una volta, della  transigenza e della intransigenza, di tante cose proposte o dette  senza convinzione, di esserci innamorati di chi ci siamo innamorati e  di essere stati amici di chi lo siamo stati, le vite sono spesso  tradimento e negazione continui di ciò che vi è stato prima, si  sconvolge e si deforma tutto man mano che passa il tempo, e tuttavia  continuiamo a essere coscienti, per quanto vogliamo ingannare noi  stessi, che teniamo dei segreti e racchiudiamo in noi dei misteri,  anche se la maggior parte di questi sono banali.

     Com'è faticoso  muoversi sempre nell'ombra o è anche più difficile nella penombra mai  uniforme né uguale a se stessa, con ogni persona sono alcune le zone  illuminate e altre quelle tenebrose, cambiando a seconda della  conoscenza e dei giorni e degli interlocutori e delle ambizioni, e ci  diciamo costantemente: «Non sono più quello che ero, ho voltato le  spalle al mio vecchio io».

     Come se fossimo giunti a crederci altri  rispetto a quelli che credevamo di essere perché il caso e  l'irragionevole passare del tempo mutano la nostra circostanza  esterna e il nostro apparire, come aveva detto il Solo quella mattina  quando si era messo a esprimere le sue idee senza ordine.

     E aveva  aggiunto: "O sono le scorciatoie e i contorti cammini del nostro  sforzo quelli che ci modificano e finiamo per credere che sia il  destino, finiamo per vedere tutta la nostra vita alla luce di ciò che  è accaduto per ultimo o di ciò che è più recente, come se il passato  fosse stato soltanto preparativi e lo stessimo capendo man mano che  si allontana da noi, e lo capissimo del tutto alla fine».

    E' soltanto la fatica  che porta l'ombra a indurre talvolta a raccontare i fatti, come si  lascia vedere all'improvviso colui che si nascondeva, l'inseguitore  come il fuggitivo, semplicemente perché finisca il gioco e per uscire  da quello che si è trasformato in una specie di incantamento.



    Domani nella battaglia pensa a me
        Javier Marias

    domenica 8 novembre 2015

    indecenza



    – Non si tratta solo di come si ottiene una cosa, Juan, – disse, e gli venne un tono da maestro, forse non avevo esagerato poi tanto, – ma di ottenerla con il massimo grado di soddisfazione. E nulla dà piú soddisfazione di quando non vogliono, però non possono dire di no. E dopo lo vogliono, te lo assicuro, la maggior parte, una volta che si sono viste costrette a dire di sí. Lo vogliono quando lo hanno provato, ma gli rimane sempre il ricordo, la nozione, il rancore, di non aver potuto fare altrimenti. E magari tu non lo sai, ma è questa la cosa piú bella di tutte: il desiderio nuovo mescolato a un vecchio rancore.
    [...]
    ...secondo questa voce, il dottore si sarebbe comportato in modo indecente con una donna, o forse con piú di una. Di’ pure che sono all’antica, ma per me è imperdonabile, è il peggio del peggio. Piú in basso non si può cadere....
    [...]
    Adesso Van Vechten aveva dichiarato che nulla dava piú soddisfazione di «quando non vogliono, però non possono dire di no», e aveva parlato di «vedersi costrette», di «non aver potuto fare altrimenti» e di «un vecchio rancore».
    [...]
    – Nella misura in cui posso aver colto la natura della questione, – disse con la sua bellissima voce profonda; gli occhi acuminati come chiodi, in questo nella vita reale non cambiava, – se il vostro amico, il dottore olandese, non offre e non paga; se non promette né tenta, allora vuol dire che esige. Non vedo altra possibilità.
    [...]
    – Chiunque voglia ottenere qualcosa che normalmente gli verrebbe negato, e non offre nulla in cambio né paga per averlo, vuol dire che è nella condizione di poterlo esigere. Se non dà nulla, allora la sua moneta di scambio è l’omissione.
    [...]
    – «Voilà. Se mi dai quello che voglio, sto zitto e buono, e non ti danneggerò con quello che potrei fare o raccontare» –. «I shall not harm you», fu l’espressione da lui usata, che ammetteva anche di essere tradotta come «Non ti farò del male» o «Non ti ferirò». A me non era venuto in mente che questa poteva essere l’arma di Van Vechten, faticavo a immaginare su che cosa potesse ricattare le mie amiche e conoscenti. Muriel invece no, perché annuí con pena, o forse con rassegnazione. Certo che lui sapeva che cosa cercava il dottore, e io ancora no.

    Javier Marias *** Così ha inizio il male

    domenica 8 marzo 2015

    Segreti, zone d'ombra e occultamenti


    Questi erano i dolori miei più segreti e profondi, pensavo che non li avrei mai potuti raccontare a nessuno; erano totalmente veri, ma non erano affatto sinceri come notai imporvvisamente con stupore.

    O.Pamuk - il mio nome è rosso pag. 161

    Segreti, omissioni e occultamenti

    Non sempre si occulta per il proprio interesse o per paura o per aver commesso una vera mancanza, non sempre per difendersi, molte lo si fa per non dare un dispiacere o non guastare la festa e per non arrecare danno, altre volte per puro civismo, non e' buona educazione nè da persona civile farsi conoscere del tutto, figurarsi mostrare le manie e i vizi; a volte sono le origini cioò che si tace o si falsifica (...) la gente nasconde i genitori e i nonni e i fratelli, i mariti o le mogli e a volte perfino i figli più somiglianti o legati al coniuge, passa sotto silenzio alcune fasi della propria vita, rifugge dalla gioventù o dall'infanzia o dall'età matura, in ogni biografia c'è un episodio oltraggioso o desolato o sinistro, qualcosa o molto - o è tutto - che per gli altri è meglio che non esista, per se stessi è meglio dissimularlo

    Ci vergogniamo di troppe cose, del nostro aspetto e delle nostre convinzioni passate, della nostra ingenuitaà e della nostra ignoranza, della sottimissione o dell'orgoglio che abbiamo dimostrato una volta, della transigenza e della intransigenza, di tante cose proposte e dette senza convinzione, di esserci innamorati di chi ci siamo innamorati e di essere stati amici di chi lo siamo stati;

    le vite sono spesso tradimento e negazione continui di ciò che vi è stato prima, si sconvolge e si deforma tutto man mano che passa il tempo, e tuttavia continuiamo a essere coscienti, per quanto vogliamo ingannare noi stessi, che teniamo dei segreti e racchiudiamo in noi dei misteri, anche se la maggior parte di questi sono banali...

    ...con ogni persona sono alcune le zone illuminate e altre quelle tenebrose, cambiando a seconda della conoscenza e dei giorni e degli interlocutori e delle ambizioni, e ci diciamo costantemente:"non sono più quello che ero, ho voltato le spalle al mio vecchio io".

    Javier Marias - domani nella battaglia pensa a me


    segreto
    cabalistico, confidenziale, esoterico, furtivo, inconfessato, inespresso, iniziatico, misterioso, occulto, particolare, privato, pubblico, riservato, celato, nascosto, appartato, riparato, intimo, personale, inaccessibile, incomprensibile, arcano, sotterraneo, ignoto, sconosciuto, clandestino, riposto, recondito, top secret, inconfessabile || Vedi anche: inavvertibile, inavvertito, inosservato, sottaciuto, esclusivo, ambiguo, elusivo, enigmatico, sfuggente, larvato, profondo, diretto, cupo, oscuro, strano, anonimo, estraneo, arabo, fitto, sperduto, fantasma, muto, silenzioso, sordo, delicato, discreto, distante, modesto, stretto, timido, domestico, interiore, interno, sessuale, spirituale, vicino, remoto, nero Contrari: diffuso, scoperto, palese, visibile, dichiarato, esibito, divulgato, pubblicizzato, chiaro, evidente, manifesto, trasmissibile || V. anche generale, noto, notorio, pubblico, risaputo, esplicito, diramabile, divulgabile, inoltrabile

    indiscrezione, confidenza, intimo, intimità, strumento, strada, via, mezzo, profondità, vincolo, profondo, enigma, mistero, sistema, espediente, riservatezza, arcano, rebus, recessi, riserbo, segretezza || Vedi anche: rivelazione, abbandono, amico, animo, cuore, familiare, interiore, interno, petto, seno, vivo, privato, sesso, arnese, organo, canale, veicolo, asfalto, cammino, largo, metodo, modo, orientamento, sentiero, viaggio, passaggio, centro, come, folto, dovere, freno, impegno, legame, nodo, obbligo, rapporto, grembo, giallo, problema, ignoto, impianto, metro, ordinamento, organismo, pensiero, procedimento, processo, regime, stato, ingegno, pretesto, trucco

    segreto² s. m. [uso sost. di segreto¹]. - 1. [cosa o fatto che si tengono nascosti dentro di sé e non si rivelano a nessuno: il suo passato è un s. per tutti] ˜ enigma, mistero. ? arcano. 2. [modo che una persona ha per raggiungere determinati scopi: conoscere tutti i s. per farsi benvolere] ˜ artificio, espediente, malizia, trucco. ? maniera, metodo, mezzo, sistema. 3. [capacità di custodire ciò che è comunicato segretamente] ˜ e ? [? SEGRETEZZA (2)]. ? Locuz. prep.: in segreto
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