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giovedì 14 giugno 2018

Fai qualcosa per me, subito,

Franco Arminio in rete
nessuno ce la fa più, specialmente
chi non lo dice..


Fai qualcosa per me, subito,
Fai qualcosa per me, subito,
senza che tu sappia
che io te lo sto chiedendo,
prova a salvarmi,
non ho tempo, hai pochi minuti
se vuoi salvarmi,
commuovi un dio qualunque,
raccomandami a un santo.
Io non ce la faccio più,
nessuno ce la fa più, specialmente
chi non lo dice.
 
Franco Arminio -



Fai qualcosa per qualcuno, subito
senza che lui lo sappia
C.

mercoledì 13 giugno 2018

Kafka in ognuno di noi

Buenas noches

Ormai sono abituato: quando scrivi qualcosa chiedendo una risposta, la risposta non arriva, non arriva mai. C’è una legge che domina il mondo, una sola: si chiama indifferenza. La parola di ognuno nasce e muore da sola, senza intrecciarsi con nessun altra.
 
Franco Arminio
Kafka ognuno di noi link esterno
Questo segreto ci dice che gli altri non solo non ci sono, come sempre è stato, ma non hanno neppure voglia di esserci. Questa è la novità dell’epoca che io chiamo dell’autismo corale. Gli altri ci dicono in continuazione che non ci vogliono essere. Non ce lo dicono neppure, è come se mettessero un disco.
Franco Arminio

Immaginiamo che all’inizio vi fossero tanti piccoli gruppi, dove sono mescolati individui con atteggiamenti rivolti più verso i propri interessi e altri più tesi alla cooperazione, al benessere della comunità. Cosa hanno potuto verificare gli studiosi? All’inizio nulla di stupefacente: all’interno del gruppo, gli “egoisti” tendono ad aumentare, secondo le previsioni della selezione darwiniana, che privilegia gli individui più abili nel fare i propri interessi singoli. Ma in un secondo momento la situazione tende al ribaltamento: questo perché i gruppi dove prevalgono i generosi e gli altruisti hanno più chance di successo come gruppo. Quindi, se gli egoisti prevalgono numericamente nel corto termine e dentro il gruppo, poi, in virtù della selezione fra gruppi e dell’espansione demografica dei gruppi con più cooperatori, alla fine gli egoisti si ritrovano in minoranza e non prevalgono.
.....
La parola “altruismo”, in natura, vuol dire due cose: c’è l’altruismo con reciprocità, che ti porta a comportarti in modo altruista perché sai che avrai una ricompensa immediata. Le leonesse cacciano in gruppo, è vero, ma perché sono consapevoli del fatto che in questo modo hanno molta più probabilità di raggiungere prede grosse e dunque più cibo in media. L’altra faccia della medaglia è più difficile da spiegare: Homo sapiens – ma anche altre specie di primati, come gli scimpanzé – è capace di comportarsi in modo altruista senza aspettarsi una contropartita, almeno non nell’immediato. La selezione di gruppo fornisce qualche risposta in merito: l’individuo rinuncia in parte ai propri interessi in virtù di un benessere più grande, quello del gruppo, che poi porterà un vantaggio a tutti, compresi i singoli.

Termo Pievani

martedì 29 agosto 2017

Ho scavato tutta la terra per trovarti

Nikifòros Vrettàkos
Ho scavato tutta la terra per trovarti.
Ho setacciato la sabbia del deserto nel cuore

L'uomo, il mondo e la sua poesia
Ho scavato tutta la terra per trovarti.
Ho setacciato la sabbia del deserto nel cuore
Sapevo che la luce del Sole
non è completa senza l'uomo.
Mentre adesso guardando
tra la trasparenza del mondo
-tramite Te- le cose si avvicinano,
diventano più chiare, diventano trasparenti
Adesso sono capace di esprimere
la sua armonia con una poesia.
Prenderò una pagina bianca,
e metterò in fila la luce. .
 
Nikifòros Vrettàkos

sabato 1 aprile 2017

Sottovoce

Beatrice Niccolai

ch’è stato come rubare all’anima
quello che la voce mai direbbe.


Sottovoce
Sottovoce ci siamo detti le cose migliori,
ch’è stato come rubare all’anima
quello che la voce mai direbbe. 

Sottovoce volano i gesti migliori
e girando, 
decantando dal calice delle mani,
sul fondo di quel che rimane,

-riflette nel gioco dei ricordi del cuore-
il nostro volto migliore.

Beatrice Niccolai


mercoledì 2 novembre 2016

Le persone più belle che abbiamo conosciuto

Elisabeth Kübler-Ross

Le persone più belle che abbiamo conosciuto sono quelle che hanno conosciuto la sconfitta, la sofferenza, lo sforzo, la perdita e hanno trovato la loro via per uscire dal buio.
Queste persone hanno una stima, una sensibilità, e una comprensione della vita che le riempie di compassione, gentilezza e un interesse di profondo amore.
Le persone belle non capitano semplicemente; si sono formate.
 
Elisabeth Kübler-Ross.

La gaia sciennza

sabato 30 luglio 2016

Ora so cosa voglio


So cosa voglio

Non sono uguali le cose
e non sono uguali le persone
non mi interessano i complimenti
e le approvazioni
 
non c'è nessuna gabbia
e nessuno può fermare il mio cammino
nessuno può comprare il mio sorriso

Gabriella R.


martedì 17 maggio 2016

che il tuo sorriso sia luminoso e calmo!

Buenos Dias !!

«Che il tuo cielo sia sereno,
che il tuo sorriso sia luminoso e calmo!

Sii benedetta per quell'attimo di beatitudine e di felicità
che hai donato a un altro cuore, solo, riconoscente!

Dio mio! Un minuto intero di beatitudine!
E' forse poco per colmare tutta la vita di un uomo?...».


Fëdor Michajlovic Dostoevskij

domenica 15 maggio 2016

lascia quelli che conosci migliori





mercoledì 4 maggio 2016

mai mi son pentita

Buenos dias !!!

Mai mi sono pentita di aver donato
anche quando non lo meritavano.
Io ho dato una chance
Loro l'hanno sprecata
 
@_Ironica_1

venerdì 29 aprile 2016

Non si nasconde fuori

Eugenio Montale


Non si nasconde fuori

Non si nasconde fuori
dal mondo chi lo salva e non lo sa.
È uno come noi, non dei migliori.

Eugenio Montale


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giovedì 10 marzo 2016

le anime gentili




Le donne

Quante volte
la nostra mano
ha raccolto anime sperdute.
Quante volte abbiamo sollevato da terra
chi era caduto.
Quante volte
siamo stati angeli
e non lo sappiamo.

D.N. 9 marzo 2016

martedì 8 marzo 2016

lunedì 11 gennaio 2016

salutarsi sempre



Salutarsi sempre Salutarsi sempre, col sacchetti del pane in mano sull’ultimo gradino di casa, sotto la luce sbieca della metropolitana, tra i colleghi in ufficio. Salutarsi sempre, dita contro dita guancia su guancia o a labbra socchiuse. In stazione imbarazzata lasciare una moneta a chi la chiede, mentre il treno su cui tu sei dame e dalla città operosa ti allontana. Salutarsi sempre, te che sopra ogni altro amo fingendo di ignorare l’addio in agguato in ogni nostro arrivederci. Mariella De Santis



sabato 9 gennaio 2016

cordialità e disobbedienza



- Cosa è il silenzio per te?
- E' lo stato da cui tutto inizia. E' l'ascolto illimitato del necessario. L'abiura del sovrabbondante.

Per diverso tempo ho avuto il desiderio di scrivere storie di donne la cui esistenza fosse segnata dalla presenza del limite. Avevano voce in forza di un dolore che era al contempo misura della vita e possibilità di conoscenza ed esperienza dell'alterità. (...) La disobbedienza della protagonista non è solo rivolta ai suoi propri intimi vincoli, ma è lì quale forza capace di dignità morale, sociale e civile. Contro tutte le inspiegabili obbedienze che vengono richieste a fronte di un quieto vivere, la mia risposta è una ragionata ma appassionata disobbedienza che sia esperimento di un consapevole essere nel mio tempo"

ma io ho sentito la potenza del dono che ha fatto scoprire ai primi umani in cammino verso oggi, la possibilità di non essere soli. La cordialità (nel senso proprio, non del mio libro) per me si è configurata come quella possibilità minima, essenziale per poter ristabilire un patto tra viventi. Trovare la misura tra una aspirazione eroica e un consumarsi vile. Non possiamo poggiare sulle nostre piccole spalle compiti sovrumani, ma non possiamo neanche dimenticare che abbiamo una scintilla di splendore in noi, e allora l'essere cordiali, ogni minuto, ogni giorno, può essere il tappeto su cui ritentare passi saldi.

- Cosa è per te la cordialità?
- È la misura per vivere ogni giorno.

Mariella de Santis
***
Nei componimenti di Mariella De Santis è la Vita a muoversi e raccontarsi. Dietro e oltre la linearità di oggetti e abitudini, ritroviamo quell’intimità, quella sensibilità, che ci dichiarano continuamente vulnerabili e per questo richiamano la nostra forza, la nostra gentilezza. L’insondabile emotività che ognuno di noi cela e vive al di là della consuetudine, oltre una quotidianità sempre uguale eppure mai banale, che ci invita a essere cordiali perché partecipi gli uni degli altri: questo riluce nelle sue poesie. C’è cordialità tra questi due mondi: quello del simbolo e quello che oltre esso si cela e spesso tace.

Come l’amore non detto, i sorrisi e gli sguardi scambiati, le parole dolci, o l’addio temuto, il tener vivo il ricordo di tempi passati, di sorrisi sbiaditi. Come tutte le volte in cui diamo le spalle, pur consapevoli di lasciare frammenti di noi ad ogni passo che muoviamo per allontanarci da chi pensiamo di scordare. E invece ce ne ricordiamo ogni volta che al mattino allunghiamo la mano, apriamo l’anta, impugniamo la tazza, ascoltiamo distratti il caffè che borbotta.

Ci sono l’attenzione e la partecipazione al mondo circostante, gli incontri con i bambini, gli sguardi sul mondo zingaro, la carezza per il passato, la speranza sempre promessa al futuro. Con gentilezza, con cordialità. E con leggerezza. La leggerezza di chi ha vissuto fino in fondo e sa quanta fatica costi il liberarsi dei pesi, dei macigni sul cuore.


Luana Lamparelli articolo intervista link esterno a Mariella De Santis






paura delle emozioni profonde

Il sarcasmo è una difesa dal contatto con le emozioni profonde che si traduce in una squalifica dell'altro. Si deve essere anche sanamente contro le idee o i modi di vivere in cui non ci riconosciamo, ma dovremmo sapere sempre evitare di umiliare l'altro. La squalifica è umiliazione. La verità che riusciamo a cogliere in onestà e a restituire disturbando forse, ma non ferendo, è più sovversiva del sarcasmo. Mariella De Santis Intervista

Mariella De Santis intervista




domenica 3 gennaio 2016

Learn to give without any reason




io ho conosciuto un'anima gentile e ho imparato da lei Gonzalo



domenica 1 novembre 2015

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