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martedì 21 agosto 2018

Un uomo deve sapere tutto





Le confidai un meccanismo maschile: un uomo doveva sapere.
Solo sapendo tutto, nei particolari più reconditi, poteva elaborare ed esorcizzare il tradimento.
Marco Missiroli

Atti osceni in luogo privato


sabato 12 marzo 2016

si sfilò e si offrì da dietro

Marco Missiroli
La ignorai, la mia prima insubordinazione, ed entrai piano. Spinsi adagio, socchiusi gli occhi e mi sforzai di vederla nera. La penetrai a fondo, dolce e accorto, poi con furia. Frida si aggrappò al mio collo, sussurrava Stai attento ti prego, teneva gli occhi chiusi come soffrisse, mi abbuffai finché si sfilò e si offrì da dietro. La presi, durò un attimo, lo splendore del suo sedere mi tramortì.

Marco Missiroli Atti osceni in luogo privato



venerdì 11 marzo 2016

l’erotismo di vario tipo


Ma, nel bel libro di Marco Missiroli, l’osceno non c’è: c’è l’erotismo di vario tipo (da quello masturbatorio a quello vagamente sadico di certi rapporti interpersonali con donne avute e poi rifiutate), c’è la sessualità del tutto normale dell’adolescenza, della maturità e dell’”adultità” (come l’autore chiama l’età della procreazione responsabile dei figli nel matrimonio), c’è la discussione e la descrizione degli effetti della pletora sessuale sui comportamenti e sulla formazione della mentalità di un ragazzo adolescente, poi giovane e poi adulto, c’è la descrizione – solida e compatta – del come si forma un legame d’amore tra un uomo e una donna, ma l’oscenità non c’è. In un romanzo di formazione come quello di Missiroli, lo spazio non è occupato dal sesso ma dalla sua idealizzazione come pratica liberatoria e come avventura letteraria, come frutto di una crescita che più che dalle logiche dei corpi viene fuori dall’emancipazione ottenuta attraverso i libri.

Jean Paul Enthoven Giuseppe Panella       Missiroli, “Atti osceni in luogo privato” link esterno
leggi estratti del libro Atti osceni in luogo privato link esterno di Marco Missiroli.

l'osceno


In altre parole, l’ob-scenitas è sempre fuori luogo e fuori tempo rispetto al discorso che lo spazio della scrittura converte e coinvolge. L’osceno è spiazzante perché implica un riferimento a qualcosa che non si dovrebbe fare – cioè non si dovrebbe dire. L’osceno è divertente perché dis-trae dallo scopo principale dell’accoppiamento (cioè la procreazione) concentrandosi sul piacere che produce. L’osceno è felice perché va contro tutte le convenzioni e i riti della convivenza umana infischiandosene bellamente delle preoccupazioni della società dei benpensanti e dei convinti sostenitori della sacralità delle forme istituzionali consolidate della sessualità stessa. L’osceno è qualcosa che compensa dalla banalità e dalla continuità dei giorni della vita quotidiana. L’osceno è la concentrazione della diversità rispetto alla convenzione dei rapporti sociali.

Giuseppe Panella       Missiroli, “Atti osceni in luogo privato” link esterno

letture del blog :
Atti osceni in luogo privato link esterno di Marco Missiroli.

giovedì 20 agosto 2015

era accogliente, ma sfuggiva



in una storia d’amore ci si appropria dell’altro e l’altro si appropria di noi. Le mani, gli occhi, il volto, la pelle, i sessi, e più il tempo di legame dura e più l’identità singola si dissolve. Diventa due. L’abbandono la frantuma e apre il bivio: ritrovarci in un nuovo legame dopo qualche tempo o diventare se stessi nella brutalità.
 
era accogliente, ma sfuggiva. Incastonava l’idea della complicità maschile in un corpo malizioso.
 
Dietro quel volto irresistibile, dietro quelle tette maestose, dietro quel cervello si intravedeva un destino incompiuto che mi addolorava.

Marco Misssiroli --- atti osceni in luogo privato




mercoledì 19 agosto 2015

durò un attimo, lo splendore del suo sedere mi tramortì



Non sentivo pena, nemmeno empatia, sentivo la nuda eccitazione. E l’istinto di convertire le disgrazie altrui in miei vantaggi. Le sfiorai le labbra, le presi le mani e gliele voltai insù, le appoggiai sui palmi Lo straniero.
– È per questo romanzo che sono qui – dissi.
Lo guardò.
 
Alla fine della proiezione le domandai se voleva venire da me. Sorrise.
Entrò nel monolocale in punta di piedi, evitò di guardare in giro e rimase impalata accanto al letto. Le chiesi di sedersi, lo fece, poi mi trascinò con lei. Iniziammo a spogliarci, aveva modi precisi e chirurgici, ci baciammo a lungo, le tolsi la camicetta e la gonna. Mi mise una mano nei pantaloni e sbottonò. Aveva una pelle di porcellana. Mi venne naturale alzarmi in piedi, lei si spostò sul ciglio del letto e lo accarezzò, quasi non lo toccava, lo impugnò di colpo con la mano, e con la bocca. Sapeva nascondere i denti e usare le guance, era esperta e allo stesso tempo goffa, di nuovo famelica. Forzava il disagio, e io con lei. La stesi sul letto e la toccai a lungo, era morbida e dura allo stesso tempo, le salii sopra.
– Il preservativo, Libero.
La ignorai, la mia prima insubordinazione, ed entrai piano. Spinsi adagio, socchiusi gli occhi e mi sforzai di vederla nera. La penetrai a fondo, dolce e accorto, poi con furia. Frida si aggrappò al mio collo, sussurrava Stai attento ti prego, teneva gli occhi chiusi come soffrisse, mi abbuffai finché si sfilò e si offrì da dietro. La presi, durò un attimo, lo splendore del suo sedere mi tramortì.
Avverai così il sogno della tapparella.

Marco Misssiroli --- atti osceni in luogo privato




martedì 18 agosto 2015

il peso della solitudine



Aveva letto di questo neuroscienziato americano che era riuscito a stabilire il peso della solitudine, ricavandone una legge: se due individui soli in ugual modo si incontrano, il risultato sarà la neutralizzazione di entrambe le solitudini. Se uno dei due possiede una percezione di isolamento maggiore, subirà un aggravamento del suo stato iniziale. Antoine aveva incrociato questa prima ricerca alla teoria dei luoghi emotivi: quanto più un luogo ricalca archetipi infantili, tanto più lo stesso luogo sarà in grado di eliminare le sovrastrutture acquisite in età adulta, abbattendo i freni inibitori. Per fonderle al meglio aveva classificato le varie tipologie di solitudine in base alle condizioni esistenziali (abbandoni, lutti, traslochi, povertà e altre sciagure) e in base all’architettura delle emozioni (infanzia in case grandi, metri quadrati del benessere, giardini della felicità e così via). Riuscì a dimostrare che due persone sole che condividono un luogo caro a entrambe potrebbero rivoluzionare il loro corredo psicoemotivo, sviluppando solide intese.

Marco Misssiroli --- atti osceni in luogo privato




domenica 16 agosto 2015

la brace che non potevo più ignorare



Rivolevo un’avventura, forzare i freni inibitori e tirar fuori l’impudicizia da chi ne appariva immune. L’audacia, adesso, nutriva i miei sentimenti.
 
Ribadii così una mia vocazione, la sessualità come estuario di vitalità, ma anche di malinconia. Era la brace che non potevo più ignorare e che divampò quel pomeriggio in studio.

Marco Misssiroli --- atti osceni in luogo privato




sabato 15 agosto 2015

ci sfiorammo le gambe in due occasioni. E le mani



Ogni volta che entravo avvertivo un eros incalzante, premeva, cercai di diluirlo nelle confidenze....

ci sfiorammo le gambe in due occasioni. E le mani. Un giorno appoggiò la testa sulla mia spalla mentre parlavamo di come si prepara la tartare. Poi sentii che potevo......

Mi ritrovai una sua mano sul ginocchio, e la mia sul suo. Lei la tenne ferma, io la feci salire e ricordo lo sforzo di continuare a parlare mentre arrivavo a metà coscia. Avvertii la consistenza della sua carne, avvampai. Frida respirava lenta, sollevò il viso verso di me. Ci baciammo adagio. Aveva le guance che bollivano e due labbra fredde. Le scostai i capelli dal viso, la spinsi alla mia bocca e lei rispose con foga.

Marco Misssiroli --- atti osceni in luogo privato




venerdì 14 agosto 2015

Rivolevo un’avventura



Rivolevo un’avventura, forzare i freni inibitori e tirar fuori l’impudicizia da chi ne appariva immune. L’audacia, adesso, nutriva i miei sentimenti.
 
Ribadii così una mia vocazione, la sessualità come estuario di vitalità, ma anche di malinconia. Era la brace che non potevo più ignorare e che divampò quel pomeriggio in studio.

Marco Misssiroli --- atti osceni in luogo privato




inquietudine



Capii negli anni che la sua inquietudine scaturiva da una netta separazione dell’imbarazzo: tanto ne mancava nell’eros quanto era accentuato in altri territori.

Marco Misssiroli --- atti osceni in luogo privato




giovedì 13 agosto 2015

era una donna troppo sensibile per il carico di eros che trasmetteva



era una donna troppo sensibile per il carico di eros che trasmetteva, gli uomini venivano attratti senza lasciarsi stupire dal resto.
Ci pensò su, – Posso sapere la storia a cui non ti sei affezionato?
Continuai a camminare, tirai fuori un pensiero che stentavo a confidare a me stesso: la verità, forse, era che tutto questo a Marie piaceva. La conquista maschile, solo la conquista, in uno strano incantesimo inconscio.

Marco Misssiroli --- atti osceni in luogo privato




mercoledì 12 agosto 2015

fantasie erotiche



Così l’amplesso integrò il nostro sistema di valori. Leniva gli scontri dovuti alla sua impertinenza, alla mia testardaggine e al big bang che produceva l’eros. Ci scoprimmo gelosi e fustigatori: le chiedevo se le piaceva guardare gli altri uomini e lei rispondeva che sì, li scrutava e aveva fantasie che teneva per sé. Adorava le corpulenze massicce e i caratteri complessi, credo si masturbasse pensando a vecchi incontri e a qualcuno del giro dell’università.

Mi addentravo nel territorio del diavolo quando le chiedevo se si sarebbe fatta sfiorare sotto la gonna. A volte la risposta era affermativa e produceva un sesso di viscere, straordinario. Il tradimento mentale era il benvenuto, lo sottoscrivevamo, quello effettivo una possibilità che ci sfiorava.

Marco Misssiroli --- atti osceni in luogo privato




martedì 11 agosto 2015

ho sposato anna per amore e per come scopa



Ho sposato Anna per amore, e per come scopa. Oltre l’eros, oltre la sua insuperabile attitudine a farmi sentire vivo, le ho chiesto la mano un giorno di settembre per avermi restituito il nome.

Marco Misssiroli --- atti osceni in luogo privato




lunedì 10 agosto 2015

aggirare il dolore



Ma tu aggiri sempre il dolore così, Libero? Per aggirarlo usavo il sesso, il cinema, il cibo. A volte la letteratura. E lei come lo aggirava? Con il sesso, con il nuoto, e con l’insegnamento.

Marco Misssiroli --- atti osceni in luogo privato




domenica 9 agosto 2015

il suo eros veniva dall’imprevedibile

La scrutai, aveva queste uscite insospettabili. Grazia e stramberia, sensualità e compassione, asprezza: il suo eros veniva dall’imprevedibile.

Marco Misssiroli --- atti osceni in luogo privato




Sei la mia migliore amica, Marie - l'eros senza sesso



La tenni per me, ancora, dopo aver passato la notte nello stesso letto. Quella sera dormimmo vicini come nel pomeriggio e io scoprii che Marie russava. Un sottile brontolio che mi tenne sveglio. La vedevo nella penombra, era supina e la coperta le scopriva un fianco. Sentivo l’odore, la forma immobile e raccolta, ritrovai l’audacia che credevo dimenticata. Mi voltai, allungai una mano e strinsi un lembo di lenzuola. Lo sollevai appena, e fu come se tutti gli impeti passati, e i desideri presenti, si fossero riversati in quel tentativo timido. Abbassai la testa e intravidi il pigiama che sforzava per la spinta del seno, avvicinai il naso al tepore del corpo, ai capelli, al collo, e immaginai che sì, alla fine ce l’avevo fatta, alla fine era stata mia.
 
Voleva una seconda promessa: dovevo continuare a essere quello che ero stato l’altra notte nel letto, mentre lei fingeva di dormire e io sollevavo il lenzuolo.
 
Di quelle ore ricordo la sua invisibilità. Le parole tolte, gli sguardi aggiunti, i sorrisi sornioni e un attaccamento ancora più vivo a noi due
 
Arrivammo davanti al suo portone e io le chiesi se potevamo fare l’amore. Non provai imbarazzo, Milano mi aveva lasciato questa brutalità.
Sorrise, si mise una mano sulla bocca e rise di gusto. Le dissi che mi sentivo di chiederglielo, al di là di seduzioni, sentimenti, legami. Il pensiero di averla mi tormentava da quel giorno in amaca a Deauville, tuttora nutriva le mie immaginazioni, come potevo chiudere il cerchio? Mi unii alla sua risata.
Marie si avvicinò e mi sussurrò all’orecchio che era la sua condanna, l’eros, e che non avrebbe permesso di rovinare una cosa pura che la vita le aveva riservato. Poi mi baciò, piano, Bon anniversaire.
 
La mattina dopo la chiamai. Dovevo esorcizzare la goffaggine della sera prima. Marie rispose dopo qualche squillo, appena sentii la sua voce dissi che era stato il compleanno più bello di sempre, aveva ripensato alla proposta indecente?
– Sei un porco, Grand.
– Sei la mia migliore amica, Marie.
Tacque, poi mi fece giurare che l’avrei salutata prima della partenza. Le promisi che non ci saremmo mai persi.
– Promets-moi encore.
– Je te le promets.

Marco Misssiroli --- atti osceni in luogo privato


sabato 8 agosto 2015

l’istinto di lasciare una persona solo dopo averne trovata un’altra, come la scimmia



Detestavo uno schema umano e glielo confidai: l’istinto di lasciare una persona solo dopo averne trovata un’altra, come la scimmia che salta da un ramo solo dopo aver afferrato una nuova liana con la coda.

Marco Missiroli ----atti osceni in luogo privato

era alchimia della carne e prima ancora di sostanze



Per cinque giorni diventammo uno. Ci vedevamo a casa mia e nel suo ufficio della Statale e in macchina. Era completamento e qualcosa che si avvicinava al misticismo. Parlavamo niente, facevamo l’amore lenti e senza ritegno e io rimanevo sbigottito da come lei tenesse insieme voracità ed eleganza.
Avvertimmo lo stupore di quei giorni, cosa stava succedendo, e lo ignorammo: era alchimia della carne e prima ancora di sostanze, questo sapevamo. Lontani dall’entusiasmo delle passioni iniziali, lontano dalle abbuffate puerili, lontano da uno sfogo momentaneo delle frustrazioni passate: infatti non avevo paura. Ero immune dal terrore della perdita, dal rischio dell’illusione, dalle imprudenze antiche. Integrai Lunette in Anna, perché Anna ribattezzò l’eros anche dopo il coito, quando si metteva a pancia sotto e io potevo scorrere due dita dalle caviglie al collo, o mentre ci guardavamo in mezzo ad altre persone, e in sua assenza, nell’appetito di lei che resisteva.
Socchiudevo gli occhi e affrontavo l’assenza di negritudine. Il pallore scalzava la nostalgia, e la caricava di batticuore. E poi non riuscivo a pensarla al passato, mi era impossibile immaginarla con Mario che la brama, che si avventa, che la prende: il demone della condivisione se ne stava in disparte.
Io e Anna iniziammo a parlare, a parlare

Marco Misssiroli --- atti osceni in luogo privato

e per la prima volta seppi che il corpo era solo un inizio



Mi spogliò lei. Le scarpe e la maglietta umida, i pantaloni. Si spogliò da sola, rimase in costume. Si sfilò una spallina e l’altra e le fece scendere fino all’ombelico. La baciai. Adagio, aveva labbra accoglienti, le incorniciai il viso tra le mani, le passai le dita tra i capelli bagnati, lo feci ancora. Le sfilai il costume del tutto, non mi distolsi mai dagli occhi, poi sì, le presi questo seno maestoso dai capezzoli minuti. La girai per afferrarglielo, ci riuscii a fatica, stentai a controllarmi. La baciai sul collo, tornavo sulle labbra, le lingue profonde. Mi accarezzava dalle spalle alla pancia, di nuovo le spalle e il petto, come mi ridisegnasse, si inginocchiò di colpo. Aveva una bocca che non dava pace, morbida, andò sul fusto e sui testicoli, insistette a lungo finché vacillai, mi chiese se poteva continuare. Scossi la testa e la stesi sul letto. Le accarezzai le gambe, le mordicchiai i capezzoli e il costato, mi fermai per guardarla. La baciai tra le cosce, Anna gemeva piano, e il sapore e l’odore erano solo suoi, appena dolci.
Mi accompagnò sopra di lei, mi guidò e io entrai, la fissavo accogliermi poco alla volta e mantenersi integra nel suo triangolo perfetto. Mi tenne così, io la presi quanto potei, e per la prima volta seppi che il corpo era solo un inizio

Marco Misssiroli --- atti osceni in luogo privato

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