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martedì 19 aprile 2016

ti ho cercato amore mio

Riletture: Antonio Tabucchi
Ti ho cercato, amore mio, in ogni atomo di te che è disperso nell'universo. Ne ho raccolti quanti mi era possibile, nella terra, nell'aria, nel mare, negli sguardi e nei gesti degli uomini.

lettera al vento
    Antonio Tabucchi
  • romanzo epistolare di Antonio Tabucchi link esterno
  • lunedì 28 marzo 2016

    Tutto ho raccolto di te

    citazioni del blog - Antonio Tabucchi
    Tutto ho raccolto di te, briciole, frammenti, polvere, tracce, supposizioni, accenti restati in voci altrui, qualche grano di sabbia, una conchiglia, il tuo passato immaginato da me, il nostro supposto futuro, ciò che avrei voluto da te, ciò che mi avevi promesso, i miei sogni infantili; l'innamoramento che da bambina sentii per mio padre, certe sciocche rime della mia giovinezza, un papavero sul ciglio di una strada polverosa […]

    Romanzo epistolare
         Antonio Tabucchi


    domenica 10 maggio 2015

    un uomo di cui ti eri innamorata come mai ti era successo

    Occhi miei chiari, miei capelli di miele
    terzo frammento

    Scesi di camera e ti trovai davanti all'invetriata spalancata sulla valle, mi giravi la schiena, eri come intenta ad osservare le luci lontane del paese. Fu più forte di me, mi avvicinai in punta di piedi, ti sfiorai i capelli, i capelli color del miele e ti dissi: donna sognatrice. E allora tu ti girasti e mi baciasti sulla bocca. E poi con l'indice sulle labbra che mi avevano baciato sussurrasti: sssst. Non dire una parola, John, ti prego, non è il momento, non dire niente. E io non dissi niente.
     
    Quando arrivò Lui nella tua vita, capii subito che era arrivato l'uomo che avevi sempre aspettato, un uomo di cui ti eri innamorata come mai ti era successo, né di tuo marito, questo è sicuro, né di quei due o tre amanti occasionali che avevano incrociato per caso la tua esistenza. Ti chiederai come lo capii. Ti potrei rispondere che conosco le donne e questo lo sai, e che riesco a capire una certa luce che c’è nei loro occhi quando sono innamorate, e che so cogliere uno sguardo trasognato, e un sorriso fuori luogo fatto a nessuno se non alla persona che si ha in mente; e certe altre cose, che poi sono dettagli, e i dettagli sono sempre fondamentali.

    Antonio Tabucchi - Si sta facendo sempre più tardi

    solo se tu, mentre ti lasciavi possedere da me, pensassi alla persona che amavi

    Occhi miei chiari, miei capelli di miele
    (secondo frammento)

    ....e tu eri davvero necessaria e speciale perché avevo intuito che tu avresti potuto amarmi con tutti i sensi, con l'abbandono che io volevo, solo se tu, mentre ti lasciavi possedere da me, pensassi alla persona che amavi. E solo in questo modo avresti raggiunto una grande intensità nell'atto d’amore, grande e completa come l'hai sempre sognata. Ma allora, apparentemente, non capisti. E, intanto, gli anni passavano. Dolorosamente per me, e con difficoltà, perché un uomo invecchia.

    Antonoio Tabucchi - si sta facendo sempre più tardi

    ora che non c’è più in te quella stupida pena che con il mio affetto e la mia attenzione ho cercato invano di lenire in questi anni

    Occhi miei chiari, miei capelli di miele

    Ma no, non eri venuta solo per dirmi una cosa importante e definitiva. Eri venuta per amarmi ancora, o ancora una volta, almeno. L'ho capito mentre cenavamo in veranda, avevo preparato le squisitezze di cui sei ghiotta: foie gras su foglie di lattuga, pollo freddo con maionese, lo champagne che preferisci. E tu mi guardavi nella penombra come non mi hai mai guardato in questi cinque anni, avevi gli occhi umidi, e nelle tue pupille guizzava la fiamma della candela. E io ho capito che c’era una nota di strazio in quel tardivo amore che sentivi per me e che era giunto alla fine, perché l’altro è più grande e il nostro impossibile. Ma che, allo stesso tempo, il dolore che provavi nel recarmi dolore rendeva l’amore che hai per me più prezioso e intenso, e ad esso potevi abbandonarti come in un impeto di smemoratezza e di resa. E così non c’è stato neppure bisogno che tu mi dicessi “la cosa impor- tante” per la quale apparentemente eri venuta. È bastato andarcene a letto, in quel grande letto dove ci siamo amati tante volte, e mi_è bastato, senza che tu dicessi niente, perché da solo capissi che lui era tornato. Perché, dopo oltre cinque anni di amore, per la prima volta, ieri notte, mi hai baciato il membro. E io, mentre tu mi regalavi quello che mai mi avevi regalato, ripensavo a una poesia di cui conservavo un vivo ricordo, una poesia che dice che tutto quello che fino ad allora ero stato e ciò che mi era stato negato ormai mi era liberamente offerto, e il tuo non era omaggio di schiava accucciata nel buio, ma regalo di regina che diventava cosa mia, mi circolava nel sangue, e il mio tempo di ragazzo e il tempo che mi restava da vivere rifiorivano mescolati insieme, perché tu mi baciavi il membro. E poi la tua passione è scoppiata con un'intensità che mai aveva avuto, e quando ti ho penetrata ti è bastato un istante, un minuscolo istante per quel suono di piacere e di liberazione e di disperazione grandiosa che mai avevo sentito uscire così alto dalla tua bocca, e ah, finalmente, anche tu avevi raggiunto il tuo “petit rien”, che è il succedaneo dell'assoluto.

    E ora che lui è tornato, miei occhi chiari e miei capelli di miele, ora che è di nuovo tuo e non porti più nel cuore l’ombra che il suo abbandono ti aveva lasciato, ora che non c’è più in te quella stupida pena che con il mio affetto e la mia attenzione ho cercato invano di lenire in questi anni, ma al contrario provi tu pena per lui, perché sai di averlo tradito, e allo stesso tempo provi pena per me, pensando alla pena che mi darai lasciandomi, ora, finalmente, il nostro amore potrà essere pieno e assoluto, nonostante la mia età, il che ha poi un'importanza relativa, perché a te non dispiacciono gli uomini vecchi se sanno amare come so amarti io. E poi, vecchio già non sono più: sono di nuovo giovane. Davvero, sono giovane come trentanni fa, quando ti desideravo in quelle re- mote vacanze d'inverno e mi era proibito farti mia.

    Antonio Tabucchi - si sta facendo sempre più tardi

    La poesia citata nel testo è di  Carlos Drummond De Andrade  dal titolo
     " Era un mattino di settembre
    [>>leggi la poesia]

    Ti ho cercato, amore mio, in ogni atomo di te che è disperso nell'universo

    lettera al vento

    [...]
     
    E abbiamo parlato di illusioni, e non volendo abbiamo parlato di te […] e ho pensato che in lui avrei trovato un poco di te, perchè aveva conosciuto il tuo sangie. Così l'ho seguito nella sua pensione […] lui era gentile, si è spogliato con pudore, e aveva un membro piccolo, un po' ritorto, come certe statue di satiri delle terrecotte del museo di Atene. E non voleva tanto una donna quanto parole di conforto, perchè era infelice, e io ho finto di dargliele, per umana pietà.
    Ti ho cercato, amore mio, in ogni atomo di te che è disperso nell'universo. Ne ho raccolti quanti mi era possibile, nella terra, nell'aria, nel mare, negli sguardi e nei gesti degli uomini. […]
     
    C'era un vecchio pastore ... E nei suoi occhi è brillata una luce di complicità come se avesse capito, come se sapesse chi ero io e chi cercavo, che cercavo te, e senza dire una parola ha steso una mano indicandomi il cammino, e io ho raccolto il suo gesto che mi ha guidato e quella luce che è brillata un attimo nei suoi occhi e li ho messi in tasca, guarda, li ho qui, potrei disporli sul tavolino di questa terrazza dove sto cenando, sono altre due pietruzze di questo affresco di bricciole che sto disperatamente raccogliendo per ricostruirti, oltre all'odore dell'uomo con cui ho passato la notte, l'arcobaleno sull'orizzonte e questo mare celeste che mi angoscia. […]
     
    Tutto ho raccolto di te, briciole, frammenti, polvere, tracce, supposizioni, accenti restati in voci altrui, qualche grano di sabbia, una conchiglia, il tuo passato immaginato da me, il nostro supposto futuro, ciò che avrei voluto da te, ciò che mi avevi promesso, i miei sogni infantili; l'innamoramento che da bambina sentii per mio padre, certe sciocche rime della mia giovinezza, un papavero sul ciglio di una strada polverosa […]
     
    Non so se tu hai messo il tuo seme dentro di me o viceversa. Ciascuno è solo sé stesso, senza la trasmissione di carne futura, e io soprattutto senza qualcuno che raccoglierà la mia angoscia. Tutte le ho girate queste isole, tutte cercandoti. E questa è l'ultima, come io sono l'ultima. Dopo di me, basta. [...]

    Antonio Tabucchi - si sta facendo sempre più tardi



    anche se non si aspetta chi non può tornare

    Mia Donna cara

    [...]
     
    E poi ti direi di quella volta che ti vidi, mentre tu mi mostravi il paesaggio, e che la tua figurina stagliata contro l'orizzonte mi parve la cosa più bella che il mondo avesse concepito, e io ebbi voglia di interrompere la tua sapiente descrizione abbracciandoti con il calore dei sensi che allora erano infiammati. E poi ti direi di certe notti in cui parlavamo.....di altri fiumi che abbiamo guardato insieme pensando che essi scorressero soli, senza accorgerci che noi scorrevamo con loro. E ti direi anche che ti aspetto, anche se non si aspetta chi non può tornare, perchè per tornare ad essere ciò che fu dovrebbe essere ciò che fu, e questo è impossibile.
    [...]

    Antonio Tabucchi - si sta facendo sempre più tardi


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