venerdì 5 gennaio 2018

Passaggi -- ( Le voglie trattenute )

Vincenzo Cardarelli
il Disinganno,
che si nutre di sottigliezze
acerrime e conclusive,
ancora intatti li uccide
i sogni della mia indecisione.

Passaggi
Le voglie trattenute
mi stemprano in languide inedie.
E il riso spunta sulle fissità.
Amori senza connubio
passano
come frutti sul ramo.
Il più frettoloso figliolo
del Tempo, il Disinganno,
che si nutre di sottigliezze
acerrime e conclusive,
ancora intatti li uccide
i sogni della mia indecisione.
 
Vincenzo Cardarelli

giovedì 4 gennaio 2018

Risolvere i nodi del passato

Buenas noches !!!

Risolvere i nodi del passato
 
La personal Foundation valorizza e sfrutta le risorse che ti permettono di agire in coerenza e serenità con te stesso. Senza una Personal Foundation solida su cui basare i tuoi progetti rischi di sprecare energie combattendo battaglie sbagliate o tamponando i momenti di crisi, invece di indirizzarle verso i tuoi obiettivi.
 
Per costruire la tua Personal foundation devi identificare e risolvere i nodi del passato, cioé le situazioni non risolte (una storia d'amore finita male, il giudizio di un professore...) che si presentano e procurano sensazioni negative come vergogna, colpa, rimorso, tristezza, rabbia ecc. Questi nodi occupano uno "spazio" che non ti permette di riempire la tua vita con cose nuove e positive.Ti rubano l'enerlia, ti appesantiscono e ti stancano. È il momento di scioglierli!
 
Francesca Zampone

El Huracan







ti senti in trappola e non sai come uscirne


Vedere le cose come sono

 

 
Le cose stanno così:
tu eri infognata in una storia dolorosa di umiliazioni e dipendenza.
Lui era il classico bastardo e pure stronzo che ti usava per il suo piacere, e godeva nel farti soffrire. E più ti prostravi più ti umiliava e ti tradiva.
In quei momenti di sofferenza qualcuno ti è stato vicino ha cercato di consolarti e di tirarti su. Si dice che ti abbia raccolto con il cucchiaino.
Così per gratitudine hai fatto lo sbaglio più grande della tua vita: te lo sei sposato. Hai sposato un uomo che non ami. Lo hai fatto per pietà, per la dedizione con cui ti è stato vicino.
 
Prima o poi doveva succedere, hai sentito attrazione verso un altro, lo desideri e ne sei infatuata (meglio non usare la parola "innamorata", giacché non sembri capace di governare i tuoi sentimenti). Sei attratta da lui ma trovi tutte le scuse per non andarci a letto. Gli dici che ti manca che lo pensi che prima o poi farete l'amore per non rimpiangerlo tutta la vita.
 
Intanto tuo marito reclama e rivendica i diritti matrimoniali: scopare, fare un figlio, trasferirti a casa.
 
La verità è che non vuoi fare l'amore con il tuo amante perché temi che ciò ti costringerebbe a vedere le cose come sono. Hai paura di dover ammettere a te stessa che non ami tuo marito, verità che continui a rimuovere, ti senti in trappola e non sai come uscirne.
Prima o poi dovrai trasferirti da lui, prima o poi dovrai fare un figlio. Tu non lo ammetti ma nelle notti insonni, provi questa sensazione terribile, come di chi ha segnato il suo destino, un destino crudele, e non sa, non ha la forza per cambiarlo.
 
Juan Pedroso



Giuro per i miei denti di latte

Mariangela Gualtieri

Giuro che io salverò la delicatezza mia
la delicatezza del poco e del niente
del poco poco, salverò il poco e il niente

Giuro per i miei denti di latte
"Giuro per i miei denti di latte” giuro per il
correre e per il sudare giuro per l’acqua e
per la sete giuro per tutti per i baci d’amore
giuro per quando si parla piano la notte
giuro per quando si ride forte giuro per la parola no
e giuro per la parola mai e per l’ebrezza
giuro, per la contentezza lo giuro.
Giuro che io salverò la delicatezza mia
la delicatezza del poco e del niente
del poco poco, salverò il poco e il niente
il colore sfumato, l’ombra piccola
l’impercettibile che viene alla luce
il seme dentro il seme, il niente dentro
quel seme. Perché da quel niente
nasce ogni frutto. Da quel niente
tutto viene.

Mariangela Gualtieri

mercoledì 3 gennaio 2018

Nudità ( Foglie d’acanto ti coprono)

Francisco Hernández
Rinasco ogni giorno più consapevole, a
piccole dosi.

Nudità
Foglie d’acanto ti coprono.
La tua nudità è il contrario di un fiore chiuso.
Fra i tuoi denti germoglia una parola effluvio d’edera.
Dall’ultimo seme che pronunci
Nasce in silenzio una quercia centenaria.
Solo dove posi i piedi cresce l’erba.
Solo dove respiri torna a soffiare il vento.
Foglie d’acanto ti coprono.
Occhi di canto ti scoprono.
 
Francisco Hernández

Walking after you



If you walk out on me
I'm walking after you
***
L'amore fugge come un'ombra
l'amore reale che l'insegue,
inseguendo chi lo fugge,
fuggendo chi l'insegue.
Shakespeare


 

 
Foo fighters
Walking after you


Tonight I'm tangled in my blanket of clouds
Dreaming aloud

Things just won't do without you, matter of fact
Oh oh ooh
I'm on your back
I'm on your back
Oh oh ooh
I'm on your back

If you'd accept surrender, I'll give up some more
Weren't you adored

I cannot be without you, matter of fact
Oh oh ooh
I'm on your back

If you walk out on me
I'm walking after you

If you walk out on me
I'm walking after you
Another heart is cracked in two
I'm on your back

I cannot be without you, matter of fact
Oh oh ooh

I'm on your back
I'm on your back
Oh oh ooh
I'm on your back

If you walk out on me
I'm walking after you
If you walk out on me
I'm walking after you
If you walk out on me
I'm walking after you

 
Foo fighters
Walking after you

Celebro la vita ogni giorno


che di sogni
ho pieni cassetti
e armadi.


 
Celebro la vita ogni giorno

Celebro la vita
ogni giorno

Onoro la gioia,
ogni istante
 
Benedico l'energia
ogni ora
 
Celebro, onoro e benedico
le vite vissute
che di sogni
ho pieni cassetti
e armadi.

D.N. 2.1.2018


il cacciatore

Callimaco
Così è il mio amore: sa inseguire chi fugge,
sorvola su chi giace disteso davanti.

Il cacciatore
Il cacciatore sui monti bracca tutte le lepri
e cerca le impronte, in mezzo alla neve e alla brina,
di tutte le gazzelle, Epicide. Ma se gli dicono
“guarda, una bestia ferita”, quella non la cattura.
Così è il mio amore: sa inseguire chi fugge,
sorvola su chi giace disteso davanti.
 
Callimaco

martedì 2 gennaio 2018

la maschera



La parola volto proviene dal latino visus, visto. Il volto è quanto di noi vedono gli altri: è un termine passivo, un participio passato, dato che non vediamo il nostro volto se non con l’ausilio di uno specchio, che comunque ci rimanda la nostra immagine rovesciata. È la parte frontale del nostro corpo, la più alta. Per non farci vedere come siamo in realtà, col nostro viso nudo e inerme, chiediamo alla maschera che ci trasformi in quello che decidiamo di sembrare: in ultima analisi è il medium usato per mostrarci agli altri, per comunicare. È la protesi del volto che diventa monstrum (sostantivo del verbo mostrare) quando, all’osservatore, risulta sconvolgente, orrenda, aliena – comunque incomprensibile.
 
Se appare mostruosa è perché paradossalmente, esibisce, invece di nascondere, il lato oscuro, interno, di chi la indossa. Le sue funzioni sono ambivalenti, apparentemente contraddittorie. Chi la indossa lo fa per adeguarsi allo sguardo comune oppure per sfuggire ad esso? Il volto-monstrum è inoltre legato al rovescio; è “voltato”, rovesciato, e appunto per questo assume lineamenti “altri”, testimoni di un mistero infero, diabolico (da diaballein – dividere). È la notte, in quanto rovescio del visibile, di-viso dal giorno.
 
Ma il giorno, il visibile, lo colleghiamo al sociale, ai codici comportamentali di una comunità. La maschera-diaframma tra noi e il mondo, tra noi e l’altro, ci protegge dall’indiscrezione, ma offre un’immagine “falsa”, quella di un altro viso sovrapposto a quello vero, e da noi volutamente scelto con un artificio razionale. Il volto mostrato, la maschera, è monstrum, mentre l’ io interno, profondo, resta invisibile. Ma la maschera conserva un mistero, perché anche l’altro non può indovinare cosa si nasconda esattamente dietro... Chi non indossa una maschera è un ingenuo esposto a ogni ferita, un presuntuoso che crede di essere forte e capace, malgrado la sua disarmata nudità, di opporsi al mondo? o semplicemente è un ribelle, un provocatore? In ogni caso paga sempre cara la sua scelta, consapevole o no. Chi mostra un viso senza maschera è il neonato, il bambino, l’adolescente (ma è anche quello primitivo, dell’animale da cui direttamente proveniamo.) Ecco, in questo crocevia della propria esistenza l’adolescente affronta il problema della scelta. Quale maschera indosserà? Tante identità potenziali si agitano dentro di lui, lo tentano. Ma nessuna di queste lo esprime interamente, lo appaga, lo rispecchia nella sua complessità. Questa ricerca dell’identità può durare anche tutta la vita. Il ricercatore non si rassegna a indossarne solo una. Fermandosi a una sola potrebbe banalizzarsi, invecchiare, pietrificare, e quindi morire. Poi succede, sempre più spesso, che la maschera, se usata troppo a lungo, logori, divori il volto: se prima era facile distinguere tra volto e maschera, a forza di esercitare i suoi artifici la maschera si è confusa pirandellianamente con il volto, che l’ha assorbita come una seconda pelle. Di questo progressivo inglobamento si è sempre meno consapevoli. Si comincia a indossare la maschera, per sopravvivere, come un cappotto, una coperta, quando fa freddo. Anche noi vogliamo partecipare a questo gran ballo mascherato che è l’esistenza sociale. Questo gioco di maschere inizia nell’adolescenza, e spesso è lì che la maschera, se indossata per troppo tempo, comincia lentamente a mangiarsi il volto e a pietrificarlo in quell’età. Tanto vale riderci su. Mascherarsi è come un trattenere una risata sul viso. Ma a questo punto, se ridiamo di noi stessi e del mondo e dell’assurdità della vita in sé, se siamo quindi consapevoli della Commedia umana, il riso non sarà che una smorfia, riso che nasconde una ferita, dato che il volto-maschera sottende una caduta all’inferno, un voltarsi verso la parte buia di noi – la più inconscia o forse solo negata e rimossa: indica una dolorosa presa di coscienza della morte.
 
La domanda è questa: «È per difendermi da voi, per farmi accettare socialmente, adeguarmi, scendendo a patti con voi, che indosso una maschera simile alla vostra? Oppure, al contrario, la indosso con un intento opposto: irridervi e ingannarvi, mostrarvi non come sono realmente ma come un altro da me, inconoscibile creatura che si protegge dalla vostre regole e dalla vostra aggressività? Sono io che non mi accetto attraverso il vostro sguardo censorio o più semplicemente entrambe le cose?».

Lucetta Frisa
leggi artciolo intero link esterno

Un giorno mi dirai



Un giorno ti dirò
Che ho rinunciato agli occhi suoi per te
E tu non capirai, e mi chiederai… perché?


 

 
Stadio- Un giorno mi dirai

Un giorno ti dirò
Che ho rinunciato alla mia felicità per te
E tu riderai, riderai, tu riderai di me
Un giorno ti dirò
Che ti volevo bene più di me
E tu riderai, riderai, tu riderai di me
E mi dirai che un padre
Non deve piangere mai
Non deve piangere mai
E mi dirai che un uomo
Deve sapere difendersi…
Un giorno ti dirò
Che ho rinunciato agli occhi suoi per te
E tu non capirai, e mi chiederai… perché?
E mi dirai che un padre
Non deve piangere mai
Non deve arrendersi mai
Tu mi dirai che un uomo
Deve sapere proteggersi…
Un giorno mi dirai
Che un uomo ti ha lasciata e che non sai
Più come fare a respirare, a continuare a vivere
Io ti dirò che un uomo
Può anche sbagliare lo sai
Si può sbagliare lo sai
Ma che se era vero amore
È stato meglio comunque viverlo
Ma tu non mi ascolterai
Già so che tu non mi capirai
E non mi crederai
Piangendo tu
Mi stringerai

 
Stadio - Un giorno mi dirai

Quella malinconia


Non avrò più quella malinconia




quella malinconia

Non ho più intenzione di avere quella malinconia
Quella malinconia per il desiderato e non vissuto
Quella malinconia del coraggio mancato.
Non avrò più quella malinconia

D.N. 1.1.2018


Miss Nostalgia

Per cercare nuova ispirazione
Ho inventato un cocktail col tuo nome
Ho trovato una fotografia
Di Parigi e quella rosa
Che mi hai dato per errore
Ho baciato tutte per la strada
Ma nessuna aveva il tuo sapore
Ho pensato a come mi sfioravi
E che forse mi tradivi
Che volevi un lieto fine

E ogni strada porta da te
E per me perdono non c'è
Ho un'amica: Miss Nostalgia
Non voltarti, non voltarti
Non c'è niente che cambia mai
Anno nuovo, gli stessi guai
Ho paura solo di me
Non voltarti, non voltarti

Se alla fine è tutta un'illusione
Ritrovare l'acqua nel deserto
Ed io che vivevo la tua bocca
Ora non trovo più la rotta
Mi son perso in mare aperto

E ogni strada porta da te
E per me perdono non c'è
Ho un'amica: Miss Nostalgia
Non voltarti, non voltarti
Non c'è…

Stadio


  • La memoria aliena (riccardo Piglia)
  • vivere ardendo



    Non frequentare coloro che sono innamorati a metà.
    Non essere l’amico di coloro che sono amici a metà.
    Non leggere coloro che sono ispirati a metà.
    Non vivere la vita a metà.
    Non scegliere una metà di soluzione. Non fermarti a metà della verità.
    Non sognare a metà.
    Non ti attaccare a metà di una speranza.
    Se taci, conserva il silenzio sino alla fine, e se ti esprimi, esprimiti pure sino in fondo.
    Non scegliere il silenzio per parlare, né la parola per essere silenzioso…
    Se sei soddisfatto, esprimi pienamente la tua soddisfazione, e non fingere di essere soddisfatto a metà…
    e se rifiuti, esprimi pienamente il tuo rifiuto, giacché rifiutare a metà è accettare…
    Vivere a metà, è vivere una vita che tu non hai vissuta…
    Parlare a metà, è non dire tutto quello che vorresti esprimere
    Sorridere a metà, è rinviare il tuo sorriso,
    amare a metà, è non raggiungere il tuo amore,
    essere amico a metà, e non conoscere l’amicizia.
    Vivere a metà, è ciò che ti rende estraneo a coloro che ti sono più vicini, e renderli estranei a te…
    La metà, delle cose. È finire e non finire, lavorare e non lavorare, è essere presente e… assente.
    Quando fai le cose a metà, sei tu quanto non sei te stesso, giacché non hai saputo chi eri.
    È non sapere chi sei.
    Chi ami non è l’altra tua metà… sei tu stesso in un altro luogo, nello stesso momento.
    Bere a metà non placherà, mangiare non sazierà la tua fame…
    Una strada percorsa a metà non ti porterà da nessuna parte
    e un’idea espressa a metà non darà nessun risultato…
    vivere a metà.
    È essere nell’incapacità e tu non sei affatto incapace.
    Perché tu non sei la metà di un essere umano.
    Tu sei un essere umano.
    Tu sei stato creato per vivere pienamente la vita, non per viverla a metà.

    Khalil Jibran

    lunedì 1 gennaio 2018

    porz Goret







    2018



    Che tu possa dedicare del tempo
    a te stessa
    e ai tuoi sogni
      
    Marcello C.


    Si quest'anno è solo
    per me
    
    Sono un'altra da me stessa
    come dice una canzone
    
    Metto dietro le spalle
    ciò che era negativo
    
    E riparto da ciò che è stato
    ed è positivo
    
    Gabriella R.
    
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