domenica 22 settembre 2019





L’identità deriva quindi dalle scelte, consapevoli o meno, che una persona fa all’interno di un sistema che si va strutturando nel tempo e, soprattutto, in funzione degli altri. E tali scelte sono la risultante di un processo nel quale la memoria ricopre un ruolo dominante e funzionale. Nel rapporto fra memoria e identità non va quindi sottovalutato il fatto che nel corso della nostra esistenza ricopriamo ruoli differenti, abbiamo cioè molte identità dissimili, ausiliarie e aggiuntive e, in definitiva, possediamo diverse memorie di noi stessi.

Giacomo Dallari


identità





Identità:
"identità individuale, intesa come insieme di credenze, valori, atteggiamenti e inclinazioni che contribuiscono a strutturare la personalità di ciascuno"
Se non riusciamo a costruire una idenità profonda e consapevole
la nostra memoria sarà labile e instabile
non saremo capaci di sentimenti profondi
saremo preda dell'inconscienza, dell'instabilità e della manipolazione.



Nel mio cuor dubitoso

Lorenzo Cianchi
Non ti offendere
se ti sono vicino e non ti amo
quando mai l’intenzione porta ai fatti?



 
Nel mio cuor dubitoso
sento bene una voce che mi dice:
“Veramente potresti esser felice.”
Lo potrei, ma non oso.
 
Lorenzo Cianchi


Un timore di essere felici, di abbandonarsi alla gioia quasi pudico, un ripiegarsi su se stessi, sulla “tranquillità” della propria tristezza, della propria malinconia per non abbandonarsi al rischio dell’euforia.
link esterno il canto delle sirene

sabato 21 settembre 2019

Tardano ad arrivare le cose immobili

Cesare Viviani
Nascono sentimenti nell’attesa.

Tardano ad arrivare le cose immobili

 
Tardano ad arrivare le cose immobili,
gli alberi, gli argini e pure
le cose costruite come immobili
tardano ad arrivare.
Nascono sentimenti nell’attesa.
 
Cesare Viviani


il tradimento del noi





Il fatto è che l'amicizia non è solo una relazione fra un io e un tu, ma richiama anche - come dicevamo - un terzo soggetto. Quest'ultimo può anche essere, semplicemente, la verità: la verità di quell'io, di quel tu e del loro sublime incontro; ma in ogni caso esiste, e ne è per così dire il suggello.

Tradire l'amicizia, significa tradire quel terzo che era presente, fin dall'inizio; vuol dire anche, di conseguenza, tradire la parte più vera di se stessi. Tradendo l'amico, si perde il proprio onore, la propria pace, la propria anima; significa venire condannati dal giudice più severo che esista: la propria coscienza. La quale può anche cercare d'ingannare se stessa, mettendo a tacere scrupoli e rimorsi. Niente da fare: la cattiva azione grida vendetta dal profondo dell'io, e niente e nessuno potranno mai sradicare quell'urlo di dolore.

Nell'amicizia, ciascuno mette in gioco quanto di più prezioso possiede. La posta è alta. Chi tradisce l'amicizia, distruggere anche la stima di se stesso.

Ecco perché Nietzsche osserva che si può sempre perdonare il tradimento che l'amico ha fatto a nostro danno, ma è impossibile perdonargli il tradimento che ha fatto di se stesso.

Francesco Lamendola

link esternol'amicizia



Un giorno, all’improvviso

Caterina Turroni
E ti mancherò da fare male
Ma sarò con te in ogni gesto

Tardano ad arrivare le cose immobili

 
Un giorno, all’improvviso
mentre ti starai pettinando, in silenzio
o mentre ti infilerai una calza
ti verrà in mente un mio gesto
e ti ritroverai a sorridere pensandomi.
 
Un giorno, all’improvviso
pedalando veloce sotto le prime gocce
di una calda pioggia di settembre
sentirai un odore arrivarti al naso
e risvegliare un ricordo di mestoli e tegami
e mi vedrai davanti al fuoco, per un attimo.
 
Un giorno, all’improvviso
farai qualcosa che facevo anch’io
proprio allo stesso modo in cui la facevo io
e te ne meraviglierai moltissimo
perché non avresti mai pensato
di potermi somigliare così tanto.
 
Un giorno, all’improvviso
ti guarderai il dorso delle mani
e con il pollice e l’indice
ti pizzicherai la pelle , sollevandola
e conterai il tempo che impiega a stendersi
pensando a quando lo facevi alle mie mani
 
Un giorno, all’improvviso
ti ritroverai stanca, ad abbracciare un figlio
mi chiederai scusa per le volte che ho pianto
sapendo già che ti son state tutte perdonate.
 
E ti mancherò da fare male
Ma sarò con te in ogni gesto
o nel muoversi delle foglie
nel frusciare di un gatto nel giardino
o nelle orme di un pettirosso sulla neve
come solo l’eterna presenza di una madre lo può.
 
Caterina Turroni


Il tuo ricordo, sul fondo

Margherita Guidacci
e una singola vela
rende umano il mare.

Il tuo ricordo, sul fondo

 
Il tuo ricordo, sul fondo
della mia solitudine,
ne rivela l´ampiezza
e tuttavia la limita.
 
Così un canto d’uccello
addolcisce l’immensità del cielo
e una singola vela
rende umano il mare.
 
Margherita Guidacci


venerdì 20 settembre 2019

Ma non è che dal sesso ci ricavi molto

Franco Arminio in rete

Chi ti abbraccia
deve sentire l'aria del primo mattino, deve avere
gli alberi di aprile
dentro gli occhi,
il grano di giugno
sulla schiena.


Ma non è che dal sesso ci ricavi molto
Ma non è che dal sesso
ci ricavi molto
se non hai il corpo
che sa farsi da parte
e diventare altro.
Chi ti abbraccia
deve sentire l'aria del primo mattino, deve avere
gli alberi di aprile
dentro gli occhi,
il grano di giugno
sulla schiena.
Povera cosa il sesso
senza un buon uso
delle stelle, senza avere
confidenze con la morte.
Darsi a qualcuno è possibile solo se sappiamo che
che l'amore è una preghiera,
non è un divertimento.

 
Franco Arminio

Amo il fuoco enorme

Franco Arminio in rete

In certi giorni io cammino
con le gambe della tua voce.


Amo il fuoco enorme
Amo il fuoco enorme
che tiene accesi gli occhi,
l’odore di rose turche
sulla tua pelle,
il gusto greco
della tua voce.
Devo sentirti
per andare avanti.
In certi giorni io cammino
con le gambe della tua voce.
 
Franco Arminio

giovedì 19 settembre 2019

Il popolo della pornografia

Franco Arminio in rete

se ne fa tanto e si gode poco
nella fogna della foga.


Il popolo della pornografia
Il popolo della pornografia
è maggioranza.
Scambisti, guardoni, copulatori telefonici:
il sesso come droga di massa.
Bisogna prendere atto
che oggi la principale occupazione degli umani
è guardare il sesso degli altri.
Scopare non è mai stato
tanto in voga:
se ne fa tanto e si gode poco
nella fogna della foga.
 
Franco Arminio

Le storie d'amore

Franco Arminio in rete

Sono storie bianchissime,
fiamme bianchissime,
un incendio in paradiso.


Le storie d'amore
Esistono
le storie d'amore corrisposto.
Esistono
le storie d'amore non corrisposto.
Esistono
le storie d'amore che si fanno da sole.
Sono storie bianchissime,
fiamme bianchissime,
un incendio in paradiso.
 
Franco Arminio

mercoledì 18 settembre 2019

QUELLO CHE AMO

Nancy Bacelo
Mi interessano piuttosto la verità

QUELLO CHE AMO

 
Non mi interessano i dati
i dettagli delle cose
non mi interessano gli orologi
che non siano solari
né la lista
degli amori che finiscono.
 
Mi interessano piuttosto la verità
il rumore del mare
le ore che passano
la luce sul letto a mezzogiorno
e tutto quello che viene
e che va
senza nome e senza preavviso
 
accadendo
come le cose semplici
accadono.
 
Nancy Bacelo


martedì 10 settembre 2019

Il pube devoto nel buio acre

Francesca Dono
Mio caro mistero mortale.

Il pube devoto nel buio acre.

 
Il pube devoto nel buio acre.
Nuda per te. Preferisco devastare.
Mutande leggere e bagnate.
Due seni svitati.
Segnami per amare.
Danza di spade e di natiche.
Carne su carne nel contagio del liquido nutrito.
L’odore è un succo sciarada.
Lentamente bevo.
Fino a penetrare il tramonto sui nostri corpi.
Addio fiato recidivo.
Un gettone similpelle per il pasto consumato.
Succhiami ancora.
Mio caro mistero mortale.
 
Maddalena Lotter


giovedì 5 settembre 2019

il tempo rubato





L’assenza di una progettualità solida e a lungo termine rende la temporalità di questi soggetti sempre provvisoria. L’ambiguo prende tempo, guadagna tempo, è un temporeggiatore in ognuna delle sue relazioni. La temporalità evolutiva non esiste per lui, abituato piuttosto a "transitare" da una "situazione" (piuttosto che da una relazione) ad un’altra semplicemente per i maggiori benefici che gli sembra possa trarne. Per questo gli unici momenti temporali definiti di una relazione di questo genere sono l’inizio e la fine.
 
Il partner dell’ambiguo, allorché la relazione viene chiusa, spesso inaspettatamente e improvvisamente a causa dello svelamento dell’ambiguità, si rende conto, una volta elaborata la delusione legata alle proprie istanze proiettive, di essere stato oggetto di una doppia predazione: da un lato di essere stato deprivato di tempo (il tempo non evolutivo, il tempo non veramente condivisdo progettualmente non è vero tempo), di amore, di energie, di impegno, dall’altro di diversi confrontare con il vuoto generato dalla mancanza delle cose che l’altro non gli ha mai effettivamente dato. Per questo le reazioni acute alla rottura di un rapporto con soggetti di questo tipo assumono più o meno marcate connotazioni paranoicali, e gli affetti positivi assumono tonalità del tutto antitetiche (l’amore diviene odio, l’idealizzazione disprezzo e così via).
 
Poiché non può mai legarsi davvero profondamente a niente e, soprattutto, a nessuno, paradossalmente non può neppure mai distaccarsene definitivamente, per cui, oltre a rendersi disponibile per ricongiungimenti e riprese del tutto imprevedibili di un rapporto in precedenza distrutto, si stupisce di non poter restare in buoni rapporti con gli ex partners dopo aver determinato la rottura: la fusione ed il sincretismo, nel senso di Bleger3, sembrano mantenersi eternamente, almeno a livello inconscio.
 
Riccardo Dalla Luche e Simone Bertacca,



mercoledì 4 settembre 2019

La vita è come un battito di ciglia


E nel buio degli occhi socchiusi
Tutti i desideri che mai hai rivelato.


 


La vita è come un battito di ciglia


La vita è come un battito di ciglia:
Tra le palpebre si celano i momenti
E nel buio degli occhi socchiusi
Tutti i desideri che mai hai rivelato.

D.N. 3 settembre 2019 -


altra rosa

Giovanna Bemporad
Mi tenta ogni tuo petalo concluso
nel giro di una linea sensitiva,
mollemente incurvato e pieno d'ombra.

ALTRA ROSA

 
China sul margine del tuo segreto,
o rosa in veste diafana, mollezza
di corpo ignudo, incrollabile tempio
che in vigilanza d'amore mi tieni,
non so di che rilievi si componga
la tua bellezza. E all'onda dei profumi
che col ritmo di un alito tu esali
misuro il tuo pallore e il mio languore.
Mi tenta ogni tuo petalo concluso
nel giro di una linea sensitiva,
mollemente incurvato e pieno d'ombra.
 
Giovanna Bemporad


un individuo “profondamente superficiale” e "inconsapevole"





L’ambiguo non è governato da sentimenti profondi e stabili ma frammentati perché legati invariabilmente alla sensazione di gratificazione e di protezione che in un dato momento una certa situazione o relazione può dargli. Anche se non è propriamente un soggetto "interessato" (cioè mosso da motivi di pura convenienza materiale) si salda immediatamente con le situazioni o relazioni che lo rassicurano e non gli richiedono di mettere in giuoco le sue carenti capacità affettive ed identitarie. L’ambiguo, in una parola, è un individuo "profondamente superficiale", come si definisce la pesciolina seduttiva in "Shark Tale".
 
Raramente è possibile trovare una certa consapevolezza nelle personalità ambigue che, nel momento in cui sono confrontate con i conflitti che creano, reagiscono con modalità molto confuse, "immediate", artificiali, a volte emotivamente discontrollate, ma senza mai poter prendere un vero e proprio insight, una vera e propria consapevolezza su se stesse. E’ l’osservatore invece ad avere intense reazioni di fronte ai loro improvvisi e inattesi cambiamenti comportamentali che generano talora iniziale incredulità, uno stupore perplesso, "lasciano di stucco" e, successivamente, impongono la necessità di rivedere criticamente l’evoluzione di questo rapporto per ristrutturare la loro immagine (internalizzata dai partners) di fronte all’incredibile mutamento della relazione il rapporto.
 
Spesso questi improvvisi viraggi inducono il partner a ricercare, indagare, scoprire e svelare nei soggetti ambigui rapporti simili in altri contesti, "altre identità", la presenza contemporanea di modi di pensare, percepire e sentire antitetici o comunque non compatibili con quelli mostrati nella relazione originaria. Il vissuto di assenza di coerenza, di tradimento, di falsità, di inautenticità successivo allo svelamento dell’ambiguo, viene poi rafforzato dalla mancanza di conflittualità interne a queste personalità che, anche se confrontate con la loro incoerenza, tendono a minimizzarla, come se non fosse successo niente. L’ambiguo non riconosce alcuna contraddizione nell’assumere posizioni antitetiche
 
Il loro stile predilige, l'omissione, la mezza verità, il depistaggio e l'insabbiamento. Se costretti allo smascheramento si allontanano bruscamente. Trincerandosi dietro un fastidio sdegnato di fronte ad ogni richiesta di chiarimenti, danno l’impressione di una pura esigenza di riservatezza. Sentono di essere sempre giustificati nelle proprie azioni delle quali vedono soltanto il lato positivo.
 
Lo svelamento di questa strategia mimetica è intollerabile per l’ambiguo che si vede costretto o alla fuga o alla soppressione del testimone dei suoi deficit, cioè alla distruzione della relazione.
 
Riccardo Dalla Luche e Simone Bertacca,





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