giovedì 21 giugno 2018

ci sono giorni

Eugenio De Andrade

Allora si apre un sorriso
su un’estate lontana.
E dura, dura ancora.

ci sono giorni
Ci sono giorni in cui crediamo
che tutto lo schifo del mondo ci cada
addosso. Poi
usciamo sul balcone e vediamo
i bambini correre cantando
lungo il molo.
Non conosco i loro nomi. Uno
o l’altro mi assomiglia.
Voglio dire: somiglia a quello che fui
quando divenni
luminosa presenza della grazia
o dell’allegria.
Allora si apre un sorriso
su un’estate lontana.
E dura, dura ancora.

Eugenio De Andrade


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mercoledì 20 giugno 2018

Non ci sembra mai il momento giusto


Gli innamoramenti

Javier Marias








Non ci sembra mai il momento giusto, pensiamo sempre che quel che ci piace o ci rallegra, che ci dà sollievo o ci aiuta, quello che ci spinge avanti durante le giornate, sarebbe potuto durare un po’ di più, un anno, qualche mese, qualche settimana, qualche ora, ci sembra che sia sempre presto perché si ponga fine alle cose o alle persone, non vediamo mai il momento giusto, quello in cui noi stessi potremmo dire: «Adesso. Adesso va bene. E sufficiente ed è meglio. Ciò che verrà a partire da adesso sarà peggiore, un deterioramento, una diminuzione, una macchia».
 
Javier Marias




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E resta quel che resta





E resta quel che resta

Quando qualcuno se ne va 
resta l'amore intorno 
i baci non hanno più 
quel sapore eterno 
resta quel che resta 
e se qualcosa poi non va 
senti quel vuoto dentro 
le strade non hanno un nome 
e non sei contento 
non sei più contento di te eeeh 
che cerchi me eeeh 
in questo tempo che passa 
mi accorgo che mi manchi 
I miss you, oh no 
I miss you 

E se qualcuno ti dirà 
che si può anche impazzire 
senza discutere 
spiegare al tuo cuore 
resta quel che resta 
e se qualcosa ci sarà 
oltre quegli occhi chiusi 
devi pretendere 
una vita migliore 
essere contento di te eeeh 
che ami me eeeh 
in questo tempo che passa 
mi accorgo che mi manchi 
I miss you 
I miss you 

I miss you 
I miss you 

Essere contento di te eeeh 
che ami me eeeh 
in questo tempo che passa 
mi accorgo che mi manchi 
I miss you 
I miss you



Guardami ancora

Franco Arminio in rete

Le parole come piccoli
Inciampi per frenare
Il tempo che va via.


Guardami ancora
Guardami ancora,
Sorridi se mi pensi,
Pensami con le mani
Anche se non mi tocchi.
Fino a quando
Siamo nel mondo
Possiamo parlarci.
Diamoci le parole,
Io faccio parole per te
E tu lei fai per me.
Io spavento
Tu maliconia.
Le parole come piccoli
Inciampi per frenare
Il tempo che va via. Franco Arminio

martedì 19 giugno 2018

Ciò che dura si sciupa e finisce per marcire


Gli innamoramenti

Javier Marias








Tendiamo a desiderare che nessuno muoia e che nulla termini, di quanto ci accompagna ed è nostra amata abitudine, senza renderci conto di come l’unica cosa che mantenga intatte le abitudini è che ce le sopprimano di colpo, senza deviazioni né evoluzioni possibili, senza che ci abbandonino né che le abbandoniamo.
 
Ciò che dura si sciupa e finisce per marcire, ci annoia, si rivolta contro di noi, ci satura, ci stanca. Quante persone che ci sembravano vitàli perdiamo per strada, quante si esauriscono e con quante si diluisce il rapporto senza che vi sia un motivo apparente né tanto meno uno importante. Le uniche che non ci vengono meno né ci deludono sono quelle che ci vengono strappate, le uniche che non lasciamo cadere sono quelle che scompaiono contro la nostra volontà, bruscamente, e così non hanno il tempo di crearci dispiacere o di deluderci. Quando questo accade ci disperiamo momentaneamente, perché crediamo che saremmo potuti andare avanti con loro molto di più, senza porre un termine. E un errore, per quanto comprensibile. Il prolungarsi altera tutto, e quel che ieri era stupendo domani sarebbe stato un tormento.
 
Javier Marias




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Questo è l’enigma, l’ansia travolgente


Ana Rossetti
Come sarebbe, essendo te, sentirmelo dire
E come sarebbe, allora, sentire quello che senti tu.
Questo è l’enigma, l’ansia travolgente
 
Questo è l’enigma, l’ansia travolgente
di conoscere, il desiderio irresistibile di gettare l’ancora
in te, di possederti.
Come sarebbe la perplessità di essere te,
il mistero, la malattia di essere te e sapere
Come sarebbe lo stupore di essere te, davvero te e
con i tuoi occhi vedermi.
Come sarebbe percepire che ti amo
Come sarebbe, essendo te, sentirmelo dire
E come sarebbe, allora, sentire quello che senti tu. Ana Rossetti
 
Ana Rossetti

lunedì 18 giugno 2018

Le nostre convinzioni sono passeggére


Gli innamoramenti

Javier Marias








La gente comincia vedendo una cosa e finisce per vedere quella cosa. Comincia coll’amare e finisce per odiare, o provare indifferenza e poi adorare. Non riusciamo mai a essere sicuri di che cosa ci risulterà vitàle né di chi considereremo importante. Le nostre convinzioni sono passeggére e fragili, persino quelle che riteniamo più forti. Anche i nostri sentimenti. Non dovremmo fidarci».
 
Javier Marias




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bastava un passo


Esercizi di ammirazione

 
bastava un passo
 
Ci abbiamo provato sia pure in modo maldestro
e contorto
abbiamo dedicato tempo ed energie per vincere
ciò che ci tratteneva
bastava un passo per attraversare quel ponte
 
Non cè un luogo per noi
non c'è spazio
nemmeno una terra di frontiera
 
Solo resta un filo che ci unisce per sempre
nella distanza e nel silenzio
 
C.



Gettiamo cara le vesti

Paolo Silenziario

                A vestire
la nostra opera venga adesso il silenzio.


Eros mi scuote
È così bello lasciare che entri
Gettiamo, cara le vesti. Nudo, il mio corpo
si fonderà con il tuo corpo nudo. La stoffa
più lieve, tra noi, sarebbe un muro: nulla
resterà a separarci: le tue labbra sulle mie labbra,
il mio petto sul tuo. Ho detto già troppo. A vestire
la nostra opera venga adesso il silenzio.
 
Paolo Silenziario
eros, eros mi scuote, poesie erotiche, Poesie, poesie erotiche al femminile,

domenica 17 giugno 2018

conosci il tuo lato oscuro





Cammimare ti aiuta a conoscere il tuo lato oscuro




Quando penso a tutti i baci

Marilyn Bobes
...Per questo sono arrivata a pensare
che i baci desiderati non sono mai i baci
ricevuti.

Quando penso a tutti i baci

 
Quando penso a tutti i baci che mi hai
dato, e a quelli che non mi darai mai
corro a chiamarti per telefono, ma tu non
rispondi. Per questo sono arrivata a pensare
che i baci desiderati non sono mai i baci ricevuti.
 
Come le automobili agli occhi dell’uomo che
sta fermo ai margini delle strade, passa
l’amore nelle vite di quelli che si accontentano
che sia così. Ma anche come i minuti delle ore
che passo aspettandoti.
 
Tutto quello che ti dico, tu lo hai ascoltato
da un’altra parte. Ma anche quello
che ti ho sentito dire l’ho ascoltato
da un’altra parte.
 
Fai attenzione piuttosto alla vita
che non hai dato, e all’amore mancato
perché la morte tutto divora
ed è importante questo breve istante in cui
puoi respirare la posterità o un nome dotto
che si trasforma in sogno, polvere, nullità.
 
Marilyn Bobes

sabato 16 giugno 2018

niente dura abbastanza

Buenas noches

niente dura abbastanza perché tutto finisce, e una volta finito risulta che non è mai stato abbastanza, anche se è durato cent’anni.
 
Javier Marias

Gli innamoramenti link esterno


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Qualcuno che è li senza che gli si faccia troppo caso

le anime gentili sono invisibili



Gli innamoramenti

Javier Marias








uno che dà una mano con i piccoli o con qualunque altra cosa quando sorge un imprevisto, uno su cui si può contare in quasi ogni occasione e senza chiedere prima e al quale si sollecita un consiglio di fronte alle esitazioni come in un gesto riflesso, che fa compagnia senza che quasi ci si accorga, né di lui né della sua compagnia, che si presta e si offre sempre in modo spontaneo e gratuito, qualcuno che non è necessario chiamare perché si presenti, e che in maniera graduale, inavvertita, finisce per condividere tutto il territorio e per diventare imprescindibile.
 
Qualcuno che è li senza che gli si faccia troppo caso, e di cui si sente straordinariamente la mancanza se si ritira o scompare.
 
Javier Marias




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È così bello lasciare che entri

Ana Rossetti

e che la mano viaggiatrice
riposi tra le sue cosce, negligente,
e sguainatagli la tersa colonna
– la sua cima incarnata e succosa


Eros mi scuote
È così bello lasciare che entri
È così bello lasciare che entri
nel mio letto e che la mano viaggiatrice
riposi tra le sue cosce, negligente,
e sguainatagli la tersa colonna
– la sua cima incarnata e succosa
avrà il sapore delle fragole, aspro –
assistere all’espressione inesperta
della sua anatomia, che non sa usare
ancora, mostrare il rosato castone
al suo dito indeciso, mentre in dosi
perfide e precise gli si somministra
l’audacia. È così bello pervertire
un ragazzo, distillargli dal ventre
verginale quella ruggente tenerezza
tanto simile all’ultimo rantolo
di un agonizzante, che è impossibile
non ucciderlo pian piano mentre eiacula.
 
Ana Rossetti
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