Nell’atto d’amore riscopriamo il divino che è in noi, come un’aura di bellezza antica ed ancestrale presente in ogni essere umano: è la bellezza della grazia, dell’incanto e della purezza, innocenza istintiva che mossa da pulsioni ricche di energia vitale, si nutre di desiderio – quale mancanza ed aspirazione alla fusione di carne e spirito nel e con l’amato – concretizzandosi ed esplicitandosi nell’amplesso o nel desiderio d’esso.
Ogni volta che proviamo desiderio o, meglio ancora, quando facciamo l’amore, riscopriamo prima di tutto noi stessi, ed è nell’atto di offrirci che rifioriamo come giglio divino nel turbamento e nell’incanto di un istante di eterno.
NATÀLIA CASTALDI - oltre lombra del peccato