venerdì 3 aprile 2015

Non esiste sporcizia nell’amore,



Non esiste sporcizia nell’amore, la sessualità ne è l’ostia, la commistione di spirito e carne, che bruciando nella fiamma del piacere nutrirà due esseri del loro stesso incontro. L’amore non deve necessariamente essere progetto, costruzione, programma di vita comune, esso può anche essere attrazione, momento, parentesi, e non per questo perdere il senso di assoluto nella sua ricerca del piacere che nell’epifania del sesso trova e scopre il suo momento di massima intensità, al di là delle domande, delle aspettative, della routine terrena e calcolatrice del quotidiano viver-si.
 
Nell’atto d’amore riscopriamo il divino che è in noi, come un’aura di bellezza antica ed ancestrale presente in ogni essere umano: è la bellezza della grazia, dell’incanto e della purezza, innocenza istintiva che mossa da pulsioni ricche di energia vitale, si nutre di desiderio – quale mancanza ed aspirazione alla fusione di carne e spirito nel e con l’amato – concretizzandosi ed esplicitandosi nell’amplesso o nel desiderio d’esso.
 
Ogni volta che proviamo desiderio o, meglio ancora, quando facciamo l’amore, riscopriamo prima di tutto noi stessi, ed è nell’atto di offrirci che rifioriamo come giglio divino nel turbamento e nell’incanto di un istante di eterno.

NATÀLIA CASTALDI - oltre lombra del peccato

un sacco di sabbia che rende difficile il cammino



È la verità che conta.
Adesso che sono vecchia, sono finalmente serena per poter vivere. Posso parlare e dare alle parole e ai tempi il loro posto. Mi sento un po’ affaticata. Non sono gli anni che mi pesano, ma soprattutto quello che non sono riuscita a dire: tutto quello che non ho detto e che ho dissimulato. Non avrei mai creduto che una memoria, piena di silenzi e di sguardi impenetrabili, potesse diventare un sacco di sabbia che rende difficile il cammino.

Ben Jelloun - Creatura di sabbia

conosco la nostra ferita… è comune…



«Ho sempre saputo chi sei, ed è per questo, sorella, cugina, che sono venuta a morire qui, vicino a te. Siamo nate tutte e due sospese sulla pietra in fondo al pozzo secco, su una terra sterile, circondate da sguardi senza amore. Siamo donne prima d’essere minorate, o forse siamo minorate perché donne… conosco la nostra ferita… è comune… Me ne vado… sono tua moglie e tu sei la mia sposa… Tu sarai vedovo e io… diciamo che io sono stata un errore… non molto grave, un piccolo smarrimento immobilizzato… Oh, parlo troppo… perdo la testa! Buona notte… Arrivederci tra qualche giorno!...»

Ben Jelloun - Creatura di sabbia

chiamala vita amica

una voce sincera


Una voce sincera
Rischiara il nero
Il cuore leggero Vola
sulla gioia della vita
Chiamala vita amica

Gabriella R. -

Nella mia stanza come sopra un atlante



Nella mia stanza come sopra un atlante
ho cercato i tuoi mari e tuoi monti.
T’ho attratta con un crine,
t’ho estinta con un soffio.
Ho resistito ai tuoi vortici, alle piene
improvvise, ai letargici inganni.
Per lungo giro di anni
tra le rughe e gli specchi,
nella spoglia di un fiore,
sul lobo di un orecchio,
dove esita la sfera
dove il filo si spezza.

Leonardo Sinisgalli

ci guardiamo soltanto, o ci abbracciamo in piedi e in silenzio



......alcune notti, nel letto, sento il petto di Luisa che mi sfiora la schiena, entrambi svegli o entrambi addormentati, lei tende ad avvicinarsi. Starà sempre lì, così è previsto e quella è l'idea, anche se mancano ancora tanti anni perchè quel sempre si compia e a volte penso se non si può cambiare tutto nel corso del tempo o nel corso del futuro astratto, che è ciò che importa, perchè il presente non può smorzarlo nè assimilarlo, e questo ora mi sembra una disgrazia. In questi momenti vorrei che non cambiasse mai niente, ma non posso scartare che tra un pò di tempo qualcuno, una donna che ancora non conosco, venga a trovarmi un pomeriggio furiosa con me, o sollevata per avermi finalmente trovato, e tuttavia non mi dica niente e ci guardiamo soltanto, o ci abbracciamo in piedi e in silenzio, o ci dirigiamo verso il letto per spogliarci, o magari lei si limiti a sfilarsi le scarpe............

Javier Marias, "Un cuore così bianco", Einaudi ed.

un albergo di fé salda e costante,

Rime, VII

Chi vuol conoscer, donne, il mio signore,
miri un signor di vago e dolce aspetto,
giovane d’anni e vecchio d’intelletto,
imagin de la gloria e del valore:

di pelo biondo, e di vivo colore,
di persona alta e spazioso petto,
e finalmente in ogni opra perfetto,
fuor ch’un poco (oimè lassa!) empio in amore.

E chi vuol poi conoscer me, rimiri
una donna in effetti ed in sembiante
imagin de la morte e de’ martiri,

un albergo di fé salda e costante,
una, che, perché pianga, arda e sospiri,
non fa pietoso il suo crudel amante.

Gaspara Stampa (Padova 1523-Venezia 1554)

Nei mesi ho parlato di te.

Nei mesi ho parlato di te

Nei mesi ho parlato di te.
Parlando ho scoperto
che nel tempo hai un senso diverso.
Ti guardo;
ti accorgi e ti volti. Hai gli occhi d’inverno.
Poi pensi che io stia per parlare,
e aspetti

Alessandro Pegolo

giovedì 2 aprile 2015

Chiaro di cuore - Le ore fluttuano accanto alla tua spalla,

Chiaro di cuore

Le ore fluttuano accanto alla tua spalla,
sfere azzurre, e fra di esse c’è Saturno.
E mentre trascorrono, diminuiscono
più serali e più notturne.

Non mi dispiace, non mi dispiace per loro.
Dritta come stai, il loro passare
quasi infantile e soave
brilla nel tuo occhio immobile.

E mi dimentico di loro, te ne dimentichi anche tu,
e nell’oscurità della stanza si accendono,
si spengono, si accendono, si spengono
i tuoi occhi allungati, morendo,
risorgendo.

Nichita Stanescu

ancora non abbiamo preteso la mutua abolizione o annullamento



......ci stiamo abituando a guardare il mondo; senza che i nostri piedi scivolino sul selciato fradicio, nè deliberino, nè cambino idea, nè possano pentirsi e neppure scegliere: ora non c'è dubbio che all'uscita del cinema o dopo cena andremo nella stessa direzione, a senso unico per le strade semideserte e sempre bagnate, che questa sera lo si voglia o no, o forse fu ieri notte che lei non volle (...) Suppongo, comunque , che indirizzando i nostri passi insieme verso lo stesso posto (....), pensiamo l'uno all'altro, o almeno è quanto faccio io. Credo che, comunque non ci cambieremmo per niente nel bramato mondo, ancora non abbiamo preteso la mutua abolizione o annullamento di, di quel che ciascuno era e di cui ci innamorammo, abbiamo solo cambiato stato civile....

Javier Marias, "Un cuore così bianco", Einaudi ed.

Incontro di due mani

Incontro di due mani

Incontro di due mani
in cerca di stelle,
nella notte!

Con che pressione immensa
si sentono le purezze immortali!

Dolci, quelle due dimenticano
la loro ricerca senza sosta,
e incontrano, un istante,
nel loro circolo chiuso,
quel che cercavano da sole.

Rassegnazione d’amore,
tanto infinita come l’impossibile!

Juan Ramón Jiménez

Il tuo sesso nero - poesia di Juan Ramon Jimenez

Il tuo sesso nero

Il tuo sesso nero, soave come piuma
d'uccello, tra le sete bianche, gialle e malva
era ai miei occhi come un faro d'ombra
in un agitato mare di tiepide ombre pallide.

Un aroma acuto, come d'isole esotiche
fluttuava nel soave calore delle tue cosce.
Naufragai impazzito, senza ordine né meta,
nell'odorosa atmosfera delle tue gonne!

Con che tristezza, poi, come in fragile alba
di soavi nubi bianche, gialle e malva,
vidi, dall'indolente tedio della spiaggia
spegnersi la luce d'ombra della notte...

Juan Ramon Jimenez

mercoledì 1 aprile 2015

La nascita di Eros



“Per festeggiare la nascita di Afrodite, gli dei tennero un banchetto, durante il quale il dio Pòros (Abbondanza) si ubriacò e cadde addormentato. Mentre si trovava inerme in questo stato, Penìa (Povertà) lo sedusse e concepì Eros. In quanto figlio di Povertà, Eros non possiede né scarpe, né casa, dorme sulla nuda terra sotto le stelle, si riposa sul gradino della soglia. Come la madre è sempre in preda al bisogno; come il padre è intraprendente, intrigante, incantatore. Dal padre ha ereditato la sensazione di pienezza che si accompagna all’amore, dalla madre la disperazione degli innamorati.” … “Un demone grande, o Socrate. E difatti ogni essere demonico sta in mezzo fra il dio e il mortale. […] Anche fra sapienza e ignoranza [Amore] si trova a mezza strada, …”

Diotima – (Dal Simposio di Platone)



Eros incarna quindi le contraddizioni della natura umana, da Pòros eredita l’aspirazione alla bellezza, la spinta verso quanto di positivo e piacevole la vita possa offrire, dalla madre Penìa eredita invece la “fame”, il “bisogno”, la bramosia del possesso.

NATÀLIA CASTALDI su Poetarum Silva

inconfessabile - poesia di Ana Rossetti

Inconfessabile

È talmente delizioso introdurmi
nel suo letto, mentre la mia mano errante
riposa, abbandonata, tra le sue gambe,
e sguainando la colonna tersa
– il suo cimiero rosso e sugoso
avrà il sapore delle fragole, piccante –
presenziare all’inaspettata espressione
dell’anatomia che ancora non sa usare,
mostrargli l’arrossata incastonatura
all’indeciso dito, mentre in perfide
e precise dosi gli si somministra audacia.
È delizioso iniziare
un ragazzo, estrargli dal ventre
verginale quella ruggente tenerezza
tanto simile al rantolo finale
di un agonizzante, che è impossibile
non condurlo a sfinirsi mentre eiacula.

Ana Rossetti

***

Inconfesiones

Es tan adorable introducirme
en su lecho, y que mi mano viajera
descanse, entre sus piernas, descuidada,
y al desenvainar la columna tersa
-su cimera encarnada y jugosa
tendrá el sabor de las fresas, picante-
presenciar la inesperada expresión
de su anatomía que no sabe usar,
mostrarle el sonrosado engarce
al indeciso dedo, mientras en pérfidas
y precisas dosis se le administra audacia.
Es adorable pervertir
a un muchacho, extraerle del vientre
virginal esa rugiente ternura
tan parecida al estertor final
de un agonizante, que es imposible
no irlo matando mientras eyacula.

Ana Rossetti

Golosa son per te - poesia di Elisa Maffezzoni



Golosa son per te

Voluttuosa e golosa son per te
labbra rosse di melograno
seni di mandorla e fragola
sfiora ora ventre profumato di
soffice panna e ciliegia
attraversami con corpo e mente
dammi amore solamente
musica dolce la tua bocca
fonte di nuove sapienti delizie
maestro di emozioni il tuo tocco
e son schiava di ardite sensazioni
... nel fiore di seta caldo succo
d'arancia amara
bagna le tue labbra di
ineffabile piacere

Elisa Maffezzoni



No, non proprio rossa, ma del colore di una rosa che sanguina.

VERSI PER UNA CAMICIA DA NOTTE ROSSA (Anne Sexton)

No, non proprio rossa,
ma del colore di una rosa che sanguina.
E’ un fenicottero sperduto,
da qualche parte detto Rosa Schiaparelli
e non direi rosa, ma color sangue
caramella cuoricini di cannella.
Ondeggia come mantelli negli impeccabili
villaggi di Spagna. Direi una falda
di fuoco e disotto, come un petalo,
una guaina rosa, tersa come pietra.

Direi una camicia da notte di due colori
e di due falde che fluttuano dalle
spalle le membra fasciando.
Per anni la tarma li ha bramati
ma questi colori sono cinti da silenzio
e animali larvati ma brucanti.
Si potrebbe immaginare piume e
non averne cognizione. Si potrebbe
pensare alle puttane e non figurarsi
le movenze di un cigno. Si potrebbe
immaginare il tessuto di un’ape,
toccarne i peluzzi e avvicinarsi all’idea.

Il letto è devastato da tali
dolci visioni. La ragazza è.
La ragazza spicca aleggiando
dalla camicia da notte e dal suo colore.
Ha le ali legate sulle
spalle come bendaggi.
Adesso la farfalla la possiede,
copre lei e le sue ferite.
Non l’atterriscono
begonie o telegrammi ma
certo questa camicia da notte ragazza,
questa mirabile creatura alata, non si avvede
di come la luna l’attraversi
fra due falde galleggiando.

Anne Sexton

Ovunque tu sia ora, nella mia testa mi fissi




Ti voglio e non sei qui


Ti voglio e non sei qui. Mi soffermo
in questo giardino, a respirare il colore che è il pensiero
prima di diventare linguaggio nell’aria ferma. Pure il tuo nome
è un pallido spettro e, per quanto lo esali senza
posa, non mi rimarrà accanto. Stanotte
ti invento, ti immagino, i tuoi movimenti piú nitidi
delle parole che ti faccio dire e che hai già detto.

Ovunque tu sia ora, nella mia testa mi fissi
con uno sguardo, standotene qui mentre la luce fresca della sera
si dissolve nella terra. Sbaglio la tua bocca
ma sorride lo stesso. Ti stringo a me piú vicino, cosí lontano,
a inventare l’amore finché il canto di uccelli notturni
interrompe e muta quel che doveva succedere, di sicuro,
in ricordo. Le stelle ci stanno filmando senza scopo.


Carol Ann Duffy





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