domenica 7 giugno 2015

You just don't argue anymore


D.'s Compilation

Luka di Suzanne Vega

My name is Luka
I live on the second floor
I live upstairs from you
Yes I think you've seen me before
If you hear something late at night
Some kind of trouble, some kind of fight

Just don't ask me what it was
Just don't ask me what it was
Just don't ask me what it was

I think it's because I'm clumsy
I try not to talk too loud
Maybe it's because I'm crazy
I try not to act too proud
They only hit until you cry
And after that you don't ask why

You just don't argue anymore
You just don't argue anymore
You just don't argue anymore

Yes I think I'm okay
I walked into the door again
Well, if you ask that's what I'll say
And it's not your business anyway
I guess I'd like to be alone
With nothing broken, nothing thrown

Just don't ask me how I am
Just don't ask me how I am
Just don't ask me how I am

My name is Luka
I live on the second floor
I live upstairs from you
Yes I think you've seen me before
If you hear something late at night
Some kind of trouble, some kind of fight

Just don't ask me what it was
Just don't ask me what it was
Just don't ask me what it was

They only hit until you cry
And after that you don't ask why

You just don't argue anymore
You just don't argue anymore
You just don't argue anymore


Suzanne Vega  - Luka

Il mio nome è Luka
Io vivo al secondo piano
Io vivo al piano di sopra di voi
Sì, penso che mi abbiate già visto prima
Se sentite qualcosa a tarda notte
Qualcosa come una confusione, una sorta di lotta

Semplicemente non chiedetemi cosa fosse
Semplicemente non chiedetemi cosa fosse
Semplicemente non chiedetemi cosa fosse

Penso che sia perché sono imbranato
Cerco di non parlare troppo forte
Forse è perché sono pazzo
Cerco di non essere troppo presuntuoso
Colpiscono solo finché piangi
E dopo questo non chiedi più il perché

Semplicemente non discuti più
Semplicemente non discuti più
Semplicemente non discuti più

Sì, penso che sto bene
Sono entrato nella porta di nuovo
Beh, se mi chiedete, questo è quello che dirò
E non è affar vostro in ogni caso
Credo che mi piacerebbe stare da solo
Con niente di rotto, niente buttato

Semplicemente non chiedetemi come sto
Semplicemente non chiedetemi come sto
Semplicemente non chiedetemi come sto

Il mio nome è Luka
Io vivo al secondo piano
Io vivo al piano di sopra di voi
Sì, penso che mi abbiate già visto prima
Se sentite qualcosa a tarda notte
Qualcosa come una confusione, una sorta di lotta

Semplicemente non chiedetemi cosa fosse
Semplicemente non chiedetemi cosa fosse
Semplicemente non chiedetemi cosa fosse

Colpiscono solo finché piangi
E dopo questo non chiedi più il perché

Semplicemente non discuti più
Semplicemente non discuti più
Semplicemente non discuti più

venerdì 5 giugno 2015

quando le parole si uniscono la pelle della carta s’accende di rosso

Anche le parole

Anche le parole
vene sono
dentro di esse
sangue scorre
quando le parole si uniscono
la pelle della carta
s’accende di rosso
come
nell’ora dell’amore
la pelle dell’uomo
e della donna

Ghiannis Ritsos



un essere caduto dal cielo in piena coscienza della sua caduta



La poesia e’ stupore, ammirazione, come di un essere caduto dal cielo in piena coscienza della sua caduta, attonito davanti alle cose. Come qualcuno che conoscesse l’anima delle cose e si sforzasse di ricordare questa conoscenza, e si ricordasse che non era cosi’ come la conosceva, non con queste forme e in questo stato, ma senza ricordarsi nient’altro

Fernando Pessoa

giovedì 4 giugno 2015

il desiderio diventava tormento, i freni a loro volta, delizia



E l’Eros era sempre con loro, malizioso e tenace, il gioco in cui trascinava i due fidanzati era pieno di azzardi e di malia. Tutti e due vicinissimi ancora all’infanzia prendevano piacere al gioco in sé, godevano nell’inseguirsi, nel perdersi, nel ritrovarsi; ma quando si erano raggiunti i loro sensi aguzzati prendevano il sopravvento e le cinque dita di lui che s’incastravano nelle dita di lei, col gesto caro ai sensuali indecisi, il soffregamento soave dei polpastrelli sulle vene pallide del dorso, turbava tutto il loro essere, preludeva a più insinuate carezze….

… Una volta in una mattinata luminosa e fredda essa tremava nella veste ancora estiva; su di un divano coperto di stoffa a brandelli lui la strinse a sé per riscaldarla; il fiato odoroso di lei gli agitava i capelli sulla fronte; e furono momenti estatici e penosi, durante il quale il desiderio diventava tormento, i freni a loro volta, delizia.

Giuseppe Tomasi di Lampedusa da “Il Gattopardo”

altro diletto giammai non ebbi, e sol di lei m’appago



Buenos Dias !!!



[...]
Al cielo, a voi, gentili anime, io giuro
che voglia non m’entrò bassa nel petto,
ch’arsi di foco intaminato e puro.
 
Vive quel foco ancor, vive l’affetto,
spira nel pensier mio la bella imago,
da cui, se non celeste, altro diletto
 
giammai non ebbi, e sol di lei m’appago
Giacomo Leopardi


[...]
Al cielo, a voi, gentili anime, io giuro
che voglia non m’entrò bassa nel petto,
ch’arsi di foco intaminato e puro.
 
Vive quel foco ancor, vive l’affetto,
spira nel pensier mio la bella imago,
da cui, se non celeste, altro diletto
 
giammai non ebbi, e sol di lei m’appago
Giacomo Leopardi

mercoledì 3 giugno 2015

Si ama per un sorriso, per uno sguardo, per una spalla



Si ama per un sorriso, per uno sguardo, per una spalla. Tanto basta. Allora, nelle lunghe ore di speranza o di tristezza, ci si fabbrica una persona, si compone un carattere. E quando, più tardi, si frequenta la persona amata, è impossibile ormai (per quanto crudele sia la realtà che ci vien messa innanzi) togliere quel carattere buono, quella natura di donna amorevole all'essere che ha quello sguardo o quella spalla, proprio come non possiamo, quando invecchia, togliere il suo primo volto a una persona che conosciamo fin dalla sua giovinezza.

Marcel Proust

denso aroma d’alghe, fango e luce pestati, quale oscura chiarità s’apre tra le tue colonne?

Donna completa, mela carnale, luna calda,

Donna completa, mela carnale, luna calda,
denso aroma d’alghe, fango e luce pestati,
quale oscura chiarità s’apre tra le tue colonne?
Quale antica notte tocca l’uomo con i suoi sensi?
Ahi, amare è un viaggio con acqua e con stelle,
con aria soffocata e brusche tempeste di farina:
amare è un combattimento di lampi
e due corpi da un solo miele sconfitti.
Bacio a bacio percorro il tuo piccolo infinito,
i tuoi margini, i tuoi fiumi, i tuoi villaggi minuscoli,
e il fuoco genitale trasformato in delizia
corre per i sottili cammini del sangue
fino a precipitarsi come un garofano notturno,
fino a essere e non essere che un lampo nell’ombra.

Pablo Neruda

Non sono niente



Non sono niente.
Non saro’ mai niente.
Non posso volere d’essere niente.
A parte questo, ho in me tutti i sogni del mondo.

Fernando Pessoa







buon giorno querida!



Buenos Dias !!!




G.

martedì 2 giugno 2015

tu sei venuta dal mare dal vento che pare l’anima. E baci perdutamente


tu sei venuta dal mare
dal vento che pare l’anima.
E baci perdutamente
 Le grandi notti d’estate
che nulla muove oltre il chiaro
filtro dei baci, il tuo volto
un sogno nelle mie mani.
Lontana come i tuoi occhi
tu sei venuta dal mare
dal vento che pare l’anima.
E baci perdutamente
sino a che l’arida bocca
come la notte è dischiusa
portata via dal suo soffio.
Tu vivi allora, tu vivi
il sogno ch’esisti è vero.
Da quanto t’ho cercata.
Ti stringo per dirti che i sogni
son belli come il tuo volto,
lontani come i tuoi occhi.
E il bacio che cerco è l’anima.


Alfonso Gatto

Da questo momento vivrò senza amore

Senza amore

Da questo momento vivrò senza amore.
Libera dal telefono e dal caso.
Non soffrirò. Non avrò dolore né desiderio.
Sarò vento imbrigliato, ruscello di ghiaccio.
Non pallida per la notte insonne -
ma non più ardente il mio volto.
Non immersa in abissi di dolore -
ma non più verso il cielo in volo.
Non più cattiverie - ma nemmeno
gesti di apertura infinita.
Non più tenebre negli occhi, ma lontano
per me non s'aprirà l'orizzonte intero.
Non aspetterò più, sfinita, la sera -
ma l'alba non sorgerà per me.
Non mi inchioderà, gelida, una parola -
ma il fuoco lento non mi arderà.
Non piangerò sulla crudele spalla -
ma non riderò più a cuore aperto.
Non morrò solo per uno sguardo -
ma non vivrò realmente mai più.

Blaga Dimitrova

O frenetiche notti! Se fossi accanto a te

O frenetiche notti!

O frenetiche notti!
Se fossi accanto a te,
Queste notti frenetiche sarebbero
La nostra estasi!
Futili i venti
A un cuore in porto:
Via la bussola,
Via la carta
Remare nell’Eden!
Ah, il mare!
Se potessi stanotte
ancorarmi in te!

Emily Dickinson

lunedì 1 giugno 2015

L'amore sfida le leggi della dietetica,


L'amore sfida le leggi della dietetica, si nutre di tutto e nulla lo nutre.

L'amore è sempre stato di bocca buona riguardo ai suoi primi alimenti. Le prime conversazioni d'amore assomigliano agli omogeneizzati dei bambini. Non importano gli ingredienti, tanto è d'altro che si parla. L'amore sfida le leggi della dietetica, si nutre di tutto e nulla lo nutre. Si son viste autentiche passioni nascere da conversazioni così povere di proteine da reggersi a stento in piedi. A questo assistiamo, a questo becchettio amoroso tra Clara e Clèment. Né l'uno né l'altra sanno davvero di che cosa stiano parlando, ma la mamma capisce benissimo che tutto ciò che sboccia dalle labbra di Clèment – si rivolga a Six, a Jérémy, a Thérése, a Julius il cane, ai bambini o a me – vola in realtà verso Clara, aquiloni variopinti, piccoli emissari d'amore che Clara afferra al volo senza batter ciglio.

Daniel Pennac, Signor Malaussène

in questo mondo non comunicheranno più



Era cominciata per lei — solo un po' prima di quanto avvenga di solito — quella piena rinuncia della vecchiaia, che si prepara alla morte, si chiude nella propria crisalide, e che è possibile osservare, al termine delle esistenze di lunga durata, anche fra vecchi innamorati che si sono amati molto, fra amici uniti dai vincoli più puri e che, a partire da un certo anno, smettono di affrontare il viaggio o l'uscita necessaria per incontrarsi, smettono di scriversi, e sanno che in questo mondo non comunicheranno più.

Marcel Proust

la mia unica notte



Un’ombra, sei, che sciama soavemente sul
mio pensiero, tenebra divina delle tue ciglia, conserte
come ali di farfalla, vellutata peluria alle tue occhiaie.

Sì, o mio Anuarí, una notte, la più beata notte della mia
vita, sulla mia spalla riposò il tuo volto, ed era così intimo
il piacere, che il mio respiro musicò il tuo sonno.

Ti addormentasti, mia dolce creatura, dopo aver aggrinzito
il mio cervello ed il mio cuore, con ansiose labbra
di gioventù, simile a un’ape lussuriosa di nettare e
profumo,

e queste tenebre delle tue ciglia sono come cortine che mi
chiudono alla luce del sole e mi travolgono in confusa
vertigine alle soglie del tuo grave Paese. Sì, una notte,

la mia unica notte, la più lieta, si chinò sul mio seno la tua
fronte e vi raccolse il sogno delizioso ed il guanciale
dell’eternità.

Teresa Wilms Montt

niente si sa, tutto si immagina





Niente si sa, tutto si immagina.

Fernando Pessoa





un pezzo di me sarebbe morto



Buenos Dias !!!



un pezzo di me sarebbe morto
ma avrei continuato a volerti bene
in compagnia del mio silenzio
ti avrei salutato nel cuore e nella mente con l'alba
ti avrei ascoltato e avrei parlato nella notte
e ti avrei portato sempre nel mio cuore e nella mente
mi avresti dato la forza di lasciare entrare un po' di luce nella povera
anima mia
G.

un pezzo di me sarebbe morto
ma avrei continuato a volerti bene
in compagnia del mio silenzio
ti avrei salutato nel cuore e nella mente con l'alba
ti avrei ascoltato e avrei parlato nella notte
e ti avrei portato sempre nel mio cuore e nella mente
mi avresti dato la forza di lasciare entrare un po' di luce nella povera
anima mia
G.

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