sabato 7 ottobre 2017

la tua pelle

Maya Angelou
L’altra, la fine
di un innegabile
inizio.

La tua pelle
La tua pelle
è alba, la mia
è muschio.
 
La prima riflette
l’inizio
di una inevitabile fine.
 
L’altra, la fine
di un innegabile
inizio.
 
Maya Angelou
Non importa perchè iniziano le cose.
Importa come finiscono

venerdì 6 ottobre 2017

solo ciò che è perduto

Buenas noches

solo ciò che è perduto ci appartiene in eterno, e forse neanche quello
 

 
Morten A. Stroksnes
il libro del mare

Mentre la luce del Canaletto

Kenneth Rexroth
Anche per voi, Signora,
fu un tormento l’amore
e non finì bene, nonostante
il costo terribile.

Mentre la luce del Canaletto
Mentre la luce del Canaletto
e Guardi diventa la luce di
Turner e sulle cupole della Salute
comincia a far sera, io bevo
cioccolata e Vecchia Romagna,
pregiato brandy, sulla terrazza
del Café International,
e leggo queste pagine di fuoco,
vertiginose. Anche per voi, Signora,
fu un tormento l’amore
e non finì bene, nonostante
il costo terribile. Avvolto
nei sussurri serali di questa
quieta città dove il rumore
più forte è un suono di passi
umani, siedo solo con la mia vita.
La notte scorsa ho preso
una gondola, fin oltre la Giudecca,
dritto nel chiar di luna.
Al mio rientro i monaci
di San Giorgio Maggiore
cantavano il mattutino.
Mi chiedo se sia possibile
essere più soli che a Venezia
in gondola sotto la luna
piena di giugno, con le due metà
del cuore come sola compagnia.
 
Kenneth Rexroth

giovedì 5 ottobre 2017

Lei all’improvviso mi ha appoggiato la sua mano sui pantaloni


Buenas noches

Eravamo sul divano. Lei all’improvviso mi ha appoggiato la sua mano sui pantaloni. Ha detto che c'è caldo come se sbattesse il sole. Io ho sentito il cuore che mi saliva in gola e poi mi è sceso lungo le gambe e poi me lo sono travato sotto i piedi, nelle mani, nel collo, nella pancia. E tutto questo solo perché la sua mano mi ha sfiorato per un attimo, ma era un attimo che aspettavo da anni. E dopo quell’attimo non ce ne potevano essere molti altri. La vita non poteva più proseguire. Era finita la rincorsa, l’attesa, avevo avuto lo slancio decisivo per uscire fuori dall’imbroglio della vita.
 
Franco Arminio
Cartoline dei morti

Vivere di sudori e lacrime


Non ci sono tormenti
Né dilemmi
Né travagli


 
Vivere di sudori e lacrime

Ma poi tutti questi travagli
Tutti questi dilemmi
Che ci attanagliano
Che ci torturato
Che ci tormentano
Non ci sono tormenti
Né dilemmi
Né travagli
Nemmeno torture
Siamo noi che ci creiamo le condizioni
Siamo che noi che ci cadiamo
Nelle trappole
 
Ma queste trappole Sono necessarie
Vivere di trappole
Vivere di sudori e lacrime e
vivere...

D.N. 2/10/2017


mercoledì 4 ottobre 2017

il mito di Orfeo e della sua Euridice


il mito di Orfeo e della sua Euridice


"È un esempio del rapporto che abbiamo con l'abisso. Orfeo scende nell'oltretomba per riprendersi la moglie morta. Oggi le nostre possibilità di andare in profonditàsono minori di una volta: per riportare alla luce possiamo solo scendere dentro i nostri sogni. O nella memoria. Quella metafora ci ha abbandonati. Si può perdere tutto per uno sguardo come fa Orfeo? Forse il mondo esiste per questo, per essere perduto".
 
Julian Barnes

intervista link esterno

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Sul pelo dell'acqua


Ma stanno lì
E vanno avanti
Sole e silenziose<


 
Sul pelo dell'acqua

Danzano queste foglie
Sul pelo dell'acqua
Sembrano soccombere alle correnti
Sembrano inzupparsi della cattiveria di queste onde
Ma stanno lì
E vanno avanti
Sole e silenziose
Per il loro cammino
Danzano queste foglie
Sul pelo dell'acqua
E navigano la vita tumultuosa
delle acque del proprio io

D.N. 22/9/2017


ottobre nei paesi

Franco Arminio in rete
Da qui si parte ancora
da qui si parte sempre.
Ma il mio sogno è fare le valigie
per andare dove non c’è nessuno,

Ottobre nei paesi
.
Le nuvole stese come coperte.
Il mattino è vuoto,
non ci sono animali
non ci sono vecchi sulle panchine,
c’è un impiegato con le mani in testa,
una donna malata
che si è appena girata nel letto.
Da qui si parte ancora
da qui si parte sempre.
Ma il mio sogno è fare le valigie
per andare dove non c’è nessuno,
fare le valigie per andare ad aprire porte chiuse
e poi congratulaarsi col ragno che sta al chiuso
con la farfalla vista l’anno prima:
non c’è più
ma ha lasciato il suo sapore nell’aria.
 
Franco Arminio

martedì 3 ottobre 2017

Io sono morta perché non sognavo più


Buenas noches

Io sono morta perché non sognavo più. Era fradicia di tristezza. Non avevo avuto quello che volevo. Io dal mondo non volevo il successo, non volevo nemmeno la salute, volevo solo un amore potentissimo e inaudito, non quello che ho avuto, quello che mi ha uccisa
 
Franco Arminio
Cartoline dei morti

Pensi davvero che basti non avere colpe per non essere puniti

Antonella Anedda
Cosa ci rende tanto crudeli gli uni con gli altri?
Cosa rende alcuni più crudeli di altri?

Siedi davanti alla finestra
Pensi davvero che basti non avere colpe per non essere puniti,
ma tu hai colpe.
L’aria è piena di grida. Sono attaccate ai muri,
basta sfregare leggermente.
Dai mattoni salgono respiri, brandelli di parole.
Ferri di cavalli morti circondano immagini di battaglie
Le trattengono prima che vadano in un futuro senza cornici.
 
Cosa ci rende tanto crudeli gli uni con gli altri?
Cosa rende alcuni più crudeli di altri?
Le crudeltà subite e poi inghiottite fino a formare una guaina
con aculei sul corpo ferito?
O semplicemente siamo predestinati al male,
e la vita è solo fatta di tregue dove sostiamo
per non odiare e non colpire?
 

 
Antonella Anedda

lunedì 2 ottobre 2017

Che cos'è il dolore?


L'immagine negativa dell'amore


Che cos'è il dolore?
 
"L'immagine negativa dell'amore. Il dolore ha bisogno della condivisione, mette alla prova le amicizie, rende egoisti, indebolisce più che rafforzare. A volte a lui ci affezioniamo. E. M. Forster dice che "una morte può anche trovare una spiegazione, ma non getterà mai luce su un'altra"; succede anche al dolore, che non spiega un altro dolore".
 
Julian Barnes

intervista link esterno

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Se ho scritto è per pensiero

Antonella Anedda
Scrivevo per la pietà del buio
per ogni creatura che indietreggia
con la schiena premuta a una ringhiera

Siedi davanti alla finestra
Se ho scritto è per pensiero
perché ero in pensiero per la vita
per gli esseri felici
stretti nell’ombra della sera
per la sera che di colpo crollava sulle nuche.
Scrivevo per la pietà del buio
per ogni creatura che indietreggia
con la schiena premuta a una ringhiera
per l’attesa marina – senza grido – infinita.
Scrivi, dico a me stessa
e scrivo io per avanzare più sola nell’enigma
perché gli occhi mi allarmano
e mio è il silenzio dei passi, mia la luce deserta
– da brughiera –
sulla terra del viale.
Scrivi perché nulla è difeso e la parola bosco
trema più fragile del bosco, senza rami né uccelli
perché solo il coraggio può scavare
in alto la pazienza
fino a togliere peso
al peso nero del prato.
 

 
Antonella Anedda

domenica 1 ottobre 2017

si è rotto, come si rompe un piatto quando cade a terra.


Buenas noches

Io sono morto al matrimonio di Osvaldo. Stavo ballando con la moglie di mio fratello. Ballavo e bevevo, il matrimonio sembrava iniziato da mesi, sembrava non dovesse mai finire. Gli sposi avevano già fatto due figli durante il matrimonio. A molti invitati erano venuti i capelli bianchi. I bambini non erano più bambini. Il padre della sposa era morto, mio fratello Nino era emigrato in Svizzera. E tutto questo mentre io ballavo, ho continuato a ballare fino a quando il cuore si è spezzato, si è rotto, come si rompe un piatto quando cade a terra.
 
Franco Arminio
Cartoline dei morti

A me pare che tutte le persone abbiano paura della morte

A me pare che tutte le persone abbiano paura della morte

A me pare che tutte le persone abbiano paura della morte. La divisione è tra le persone che hanno una guaina protettiva che impedisce di essere fulminati dal pensiero della morte e tra le persone che non ce l’hanno. Io credo di appartenere a questo secondo gruppo, non so quanto numeroso. In questo secondo gruppo, credo, ci sia un’ulteriore differenza. Nel primo gruppo di persone c’è un’apprensione costante per il fatto che si muore. Nel secondo gruppo la morte è come un fiordo molto profondo dentro la carne.
 
Io credo di appartenere a questo secondo gruppo e in questo secondo gruppo c’è un’ulteriore divisione. Da una parte quelli che hanno paura della morte, ma la vedono comunque come una cosa del futuro, e quelli che la vedono come una cosa della giornata, una cosa sempre imminente.
 
Io appartengo a questo secondo gruppo. Infine c’è ancora una divisione in questo ultimo gruppo. Ci sono quelli che pensano che dopo la morte forse si continua in qualche modo a essere al mondo e quelli che pensano che si rimane morti all’infinito e pure se a un certo punto dovesse finire l’infinito tu comunque rimani morto. E mentre si fa questo giro da un infinito all’altro la testa gira e la morte non finisce e si torna qui al punto in cui ti trovi, vivo sopra il tuo secondo, sopra il tuo piccolo sasso circondato da un mare nerissimo e infinito.
 

 
Franco Arminio


Le poesie di Antonella Amedda

Siedi davanti alla finestra

Antonella Anedda
c’è verità nella luna che sale
eppure non si alza a scudo sul dolore
si traduce –

Siedi davanti alla finestra
Siedi davanti alla finestra
Guarda, ma accetta la disperazione:
c’è verità nella luna che sale
eppure non si alza a scudo sul dolore
si traduce –
come ho appena tradotto il libro aperto verso il muro –
semplicemente unisce il tavolo al pensiero
in un’attesa che arde ma non spiega
e tormenta ogni foglio dentro l’aria
con musica di abeti, luci ostili.
 

 
Antonella Anedda

Togli alla pietra

Eugenio Montejo

Togli alla pietra che sono
quello che le è di troppo,
martella, scolpisci, intaglia.

Togli alla pietra
Togli alla pietra che sono
quello che le è di troppo,
martella, scolpisci, intaglia.
So che la tua mano può dare la giusta forma,
so che il tuo amore può raggiungermi
più in là del peso delle ore
e della cieca tirannia degli astri.
Non sono soltanto quest’ombra sulla terra
che insegue la morte,
legge le vocali del mio corpo
le parole che cercano la vita
nel fondo, venute da lontano, quelle che esplodono
nel sogno,
fa che ai tuoi occhi sia leggibile, sia nitido,
voglio indagare la mia notte stella per stella.
Togli alla pietra che sono
la sua oscurità,
la sua patina terrestre,
fronte a fronte voglio osservare il mio desiderio.

(Traduzione di Alessio Brandolini)

Eugenio Montejo

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