sabato 29 ottobre 2016

Il volto del silenzio fu l’inseparabile compagno del mio viaggio

riletture: Silvana Valente

Il volto del silenzio fu l’inseparabile compagno del mio viaggio
A lui affidai il tempo che non spesi, i dubbi che non ebbi, i frutti che non colsi.
All’ombra del silenzio distesi il mio corpo e i miei pensieri.
Con labbra mute, occhi rossi, mani vuote e freddi piedi.
.....

Silvana Valente

 

 

Nel luglio altero, lui tenero audace,

Patrizia Valduga
Poi apri, m'intima, apri... più dentro già
 
si spinge con suo tal colpo segreto.
Umidore, pare bacio di calore
su ammucchiarsi d'umano, alto m'accappia.

Nel luglio altero, lui tenero audace,

Nel luglio altero, lui tenero audace,
sensualmente a me lanciava da là:
prima di sera io ti scopo. Ah.
Fra trafficar di sguardi dove pace,
 
dove l'incompenetrabilità...
dove il tempo in quest'ombra... Lui tace
in un empio silenzio a farne fornace.
Poi apri, m'intima, apri... più dentro già
 
si spinge con suo tal colpo segreto.
Umidore, pare bacio di calore
su ammucchiarsi d'umano, alto m'accappia.
 
O inverni e lirici slanci (con metodo).
Mi sale... mi scende... io come granata
esplosa, contusa, to', che si sappia.
 
Patrizia Valduga



You might also like:

Oggetto d'amore - Edna O'Brien


Edna O'Brien:

Signora, io ti toccherò con la mia mente

Edward Estlin Cummings


Signora, io ti toccherò con la mia mente

Signora, io ti toccherò con la mia mente.
Ti toccherò e toccherò e toccherò
finché tu non mi
farai di colpo un sorriso, timidamente osceno

(signora io ti
toccherò con la mia mente.)
Toccherò
e, tutto qui,

lievemente e tutta te stessa sarai
con infinito agio
la poesia che io non so scrivere.
  
 
 Edward Estlin Cummings   



You might also like:

Che rabbia non essere andata a letto con lui

Edna O'Brien

Nessuno ti ha mai detto che vedere una donna che desideri e non poterci fare niente dà un dolore fisico?
 
Quel dolore contagiò anche me, accompagnandomi per tutto lo spettacolo. Che rabbia non essere andata a letto con lui, e in seguito me ne pentii ancora di piú perché, a partire da quella sera, i nostri incontri si diradarono

Oggetto d'amore (raccolta)      (Oggetto d'amore racconto )
     Edna O'Brien

Edna O'Brien:

Nessuno mi è stato più intimo di te

riletture: Anna Andreevna Achmatova


[...]

Nessuno mi è stato più intimo di te,
 nessuno mi ha reso più triste,
 nemmeno chi mi ha tradita fino al tormento,
 nemmeno chi mi ha lusingata e poi dimenticata.
Anna Andreevna Achmatova

 

 

Villaggio

Octavio Paz

gli uomini sono pietre

Villaggio

Le pietre sono tempo

Il vento

secoli di vento

Gli alberi sono tempo

gli uomini sono pietre

Il vento

si avvolge su se stesso e si sotterra
nel giorno di pietra

Acqua non c‘è ma gli occhi brillano
Octavio Paz
“Noi sardi siamo fatti di pietra e di vento”
Costantino Nivola.

Le poesie di Octavio paz

Ci fu un tempo - II (il tempo dell'adolescenza)


Ana Rossetti

Era un tempo adolescente e indefinito, il tempo
dell´amore senza nome, quasi senza volto, che errava,
come un bacio promesso, lungo il punto più ombroso della
scala.

Ci u un tempo - II
 
II
 
Ci fu un tempo in cui l´amore era
un intruso temuto e atteso.
Uno sfiorare clandestino, premeditato, rielaborato
in insopportabili veglie.
Una confessione audace e confusa, corretta mille
volte, che mai sarebbe giunta al dovuto compimento.
Un´incessante e tirannica inquietudine.
Un galoppare repentino del cuore, ingovernabile.
Un continuo lottare contro la spietata precisione
degli specchi.
Un´intima difficoltà nel distinguere l´angoscia dal
piacere.
Era un tempo adolescente e indefinito, il tempo
dell´amore senza nome, quasi senza volto, che errava,
come un bacio promesso, lungo il punto più ombroso della
scala.
 

Ana Rossetti

  • Il tempo dell'infanzia - Ilink esterno
  • Il tempo dell'adolescenza - II link esterno
  • il tempo dell'estasi - IIIlink esterno


  • “Mi sembra che gli uomini non si rendano assolutamente conto della potenza dell’Eros. Se se ne rendessero conto, certamente avrebbero elevato templi e altari a questo dio, e dei più magnifici, e gli offrirebbero i più splendidi sacrifici. Non sarebbe affatto come è oggi, quando nessuno di questi omaggi gli viene reso. E invece niente sarebbe più importante, perché è il dio più amico degli uomini: viene in loro soccorso, porta rimedio ai mali la cui guarigione è forse per gli uomini la più grande felicità. Dunque cercherò di mostrarvi la sua potenza, e voi fate altrettanto con gli altri. Ma innanzitutto bisogna che conosciate la natura della specie umana e quali prove essa ha dovuto attraversare. Nei tempi andati, infatti, la nostra natura non era quella che è oggi, ma molto differente. Allora c’erano tra gli uomini tre generi, e non due come adesso, il maschio e la femmina. Ne esisteva un terzo, che aveva entrambi i caratteri degli altri. Il nome si è conservato sino a noi, ma il genere, quello è scomparso. Era l’ermafrodito, un essere che per la forma e il nome aveva caratteristiche sia del maschio che della femmina. [….] E’ per questo che ciascuno è alla ricerca continua della sua parte complementare. Stando così le cose, tutti quei maschi che derivano da quel composto dei sessi che abbiamo chiamato ermafrodito si innamorano delle donne, e tra loro ci sono la maggior parte degl adulteri; nello stesso modo, le donne che si innamorano dei maschi e le adultere provengono da questa specie; ma le donne che derivano dall’essere completo di sesso femminile, ebbene queste non si interessano affatto dei maschi: la loro inclinazione le porta piuttosto verso le altre donne ed è da questa specie che derivano le lesbiche. [….]Io però parlo in generale degli uomini e delle donne, dichiaro che la nostra specie può essere felice se segue Eros sino al suo fine, così che ciascuno incontri l’anima sua metà, recuperando l’integrale natura di un tempo. Se questo stato è il più perfetto, allora per forza nella situazione in cui ci troviamo oggi la cosa migliore è tentare di avvicinarci il più possibile alla perfezione: incontrare l’anima a noi più affine, e innamorarcene. Se dunque vogliamo elogiare con un inno il dio che ci può far felici, è ad Eros che dobbiamo elevare il nostro canto: ad Eros, che nella nostra infelicità attuale ci viene in aiuto facendoci innamorare della persona che ci è più affine; ad Eros, che per l’avvenire può aprirci alle più grandi speranze. Sarà lui che, se seguiremo gli dèi, ci riporterà alla nostra natura d’un tempo: egli promette di guarire la nostra ferita, di darci gioia e felicità.”
    Aristofane – dal “Simposio” di Platone

    La morale comune, dal cristianesimo in poi, tese a distinguere il sesso dall’amore, definendo il primo come piacere del corpo generato da impulsi ed istinti da controllare per mezzo della ragione, ed il secondo come nutrimento dell’anima che prescinde dall’aspirazione carnale del piacere; la letteratura erotica, al contrario, mira ad abbattere le sovrastrutture imposte dal comune senso della morale, nella divinazione del piacere, conferendo al sesso ed alla sessualità un’aura d’incanto, che trova il suo culmine nel trasalimento sensuale. Ciò non significa che questo ramo della letteratura descriverà la sessualità come atto meccanico finalizzato alla libido, attraverso ciò che Freud definirebbe come un atto di “scaricamento”, pur tuttavia essa restituirà all’uomo la dignità e la libertà di esprimere le naturali pulsioni di quel febbrile stato di astrazione temporale causatogli dal turbamento d’amore.
    Natalia Castaldi
    Oltre l'ombra del peccato link esterno

    You might also like:

    L'intero mondo cambiò aspetto

    Elizabeth Barrett Browning

    L'intero mondo cambiò aspetto, penso,
    dall'istante che i lievi oh lievi passi
    della tua anima udii venirmi accanto
    furtivi e frapporsi fra me e l'estremo abisso

    L'intero mondo cambiò aspetto
    
    L'intero mondo cambiò aspetto, penso,
    dall'istante che i lievi oh lievi passi
    della tua anima udii venirmi accanto
    furtivi e frapporsi fra me e l'estremo abisso
    
    spaventoso della morte dove pensando
    di cadere fui presa dall'amore
    e scoprii della vita un ritmo nuovo.
    Con te vicino amo bere, e la dolcezza
    
    ne lodo; anche la coppa del dolore
    che mi battezzò. Di terra, cielo, i nomi
    si scambiano, qui o là ove tu sei, o sarai.
    
    Liuto e canto amati ieri (i cori angelici
    lo sanno) sono cari perché il nome
    tuo ben s'accorda con quel che loro dicono.
    
    
    Elizabeth Barrett Browning


    venerdì 28 ottobre 2016

    poi arriva il momento del silenzio

    riletture: Ishak Alioui

    Poi arriva il momento del silenzio
    Quello che non si sazia con le frasi
    Quello che non si nutre con i pensieri
    .....

    Ishak Alioui

     

     

    Ci fu un tempo - I (il tempo dell'infanzia)


    Ana Rossetti

    Era il tempo dell´infanzia e la solitudine accendeva il suo
    bengala dietro lo scudo impenetrabile del silenzio.

    Ci u un tempo - I
     
    I
     
    Ci fu un tempo,
    tempo dell´invenzione e dell´errore,
    in cui la solitudine era uno splendido e spaventoso
    esilio, in cui cospirare contro la lezione che non
    si voleva apprendere e spiare il mistero che si voleva
    estorcere. Era una grotta umida che imbrigliava la luce tra le felci,
    era l´angolo dei castighi dove le lacrime nascoste
    levavano, finalmente, la loro sovranità,
    era l´incubo che soffiava imprigionato in un´alcova
    sconosciuta,
    o un cuore ripiegato nel suo nascondiglio che tramava
    appuntamenti e vendette, ribellioni e segreti proibiti.
    Era il tempo dell´infanzia e la solitudine accendeva il suo
    bengala dietro lo scudo impenetrabile del silenzio.
    E il punto ombroso dove riparava era solo
    l´incantato rifugio al suo splendore irriducibile e glorioso.

    Ana Rossetti

  • Il tempo dell'infanzia - Ilink esterno
  • Il tempo dell'adolescenza - II link esterno
  • il tempo dell'estasi - IIIlink esterno


  • “Per festeggiare la nascita di Afrodite, gli dei tennero un banchetto, durante il quale il dio Pòros (Abbondanza) si ubriacò e cadde addormentato. Mentre si trovava inerme in questo stato, Penìa (Povertà) lo sedusse e concepì Eros. In quanto figlio di Povertà, Eros non possiede né scarpe, né casa, dorme sulla nuda terra sotto le stelle, si riposa sul gradino della soglia. Come la madre è sempre in preda al bisogno; come il padre è intraprendente, intrigante, incantatore. Dal padre ha ereditato la sensazione di pienezza che si accompagna all’amore, dalla madre la disperazione degli innamorati.” … “Un demone grande, o Socrate. E difatti ogni essere demonico sta in mezzo fra il dio e il mortale. […] Anche fra sapienza e ignoranza [Amore] si trova a mezza strada, …”

    Diotima – (Dal Simposio di Platone)

    Eros incarna quindi le contraddizioni della natura umana, da Pòros eredita l’aspirazione alla bellezza, la spinta verso quanto di positivo e piacevole la vita possa offrire, dalla madre Penìa eredita invece la “fame”, il “bisogno”, la bramosia del possesso.

    “Sol chi strugge segreta ansia d’amore, sa tutto il mio dolore”, diceva Goethe, e infatti la passione amorosa – in quanto “demone” a noi determinante – può trasformarsi nella sua spasmodica ricerca di armonia e piacere in dolore, ossessione e struggimento, allorquando l’amato/a sia desiderio irraggiungibile che fa bramare alimentando solo idealmente la tensione del non fruibile, del non godibile … ed è in questo estendersi senza fine, nell’allungare le braccia all’ “oltre” che riscopriamo il dono intimo dell’Io all’altro da ed in sé, che ci riporta nuovamente al Simposio di Platone ed alla teoria di Aristofane sulla creatura originaria, unico essere perfetto e plasmato di due metà (una maschile e l’altra femminile) spezzato e separato per invidia di Zeus. Dunque gli amanti sono l’unità spezzata, che si cerca, si allunga in passione, ossessione ed anche gelosia.
    Natalia Castaldi
    Oltre l'ombra del peccato link esterno

    You might also like:

    giovedì 27 ottobre 2016

    ....lasciava trasparire piú del dovuto

    Riletture:
    Javier Marias

    [...]
    La camicia da notte era bianca o écru, di seta, e doveva essere lievemente trasparente oppure, per effetto della luce – una discreta applique del corridoio –, lasciava trasparire piú del dovuto, permettendomi di vederla quasi nuda, ma avvolta da una stoffa leggera, che forse è il modo piú attraente di vedere la nudità di un corpo attraente, perché la visione conserva un che di divinatorio, di clandestino e furtivo. [...]
    [...]
    o conservo ancora l’immagine di Beatriz Noguera quella notte: riuscii a intravedere – o forse un po’ di piú che intravedere – che sotto quella camicia da notte non c’era niente, neppure quel minimo indumento intimo che molte donne preferiscono tenere addosso anche durante il sonno, forse come protezione scaramantica, forse per non correre il rischio di macchiare le lenzuola con umidori involontari.      Javier Marias


    You might also like:
    Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

    home