sabato 9 dicembre 2017

I bruni olivi

Diego Valeri
O vita che mi segui come l’ombra,
e come l’ombra sei da me divisa.

I bruni olivi
I bruni olivi sottovento, e il vento
che striscia bianco al fondo della valle,
e tra la nebbia il folgorìo del sole
sopra il mare invisibile. Che luogo,
che tempo è questo, o mia perduta vita?
O vita che mi segui come l’ombra,
e come l’ombra sei da me divisa.
 
Diego Valeri

venerdì 8 dicembre 2017

immaginare il passato



.....una nostalgia che non sia solo regressione verso un passato idealizzato e irrecuperabile, ma che sia uno stato della psiche che sappia, attraverso la narrazione, ridare nuovi sensi al passato in direzione del futuro: comprendendo in questa narrazione, oltre a quello che definiamo realtà, l’immaginazione, necessità vitale e profondamente umana di cui la nostalgia stessa è dimostrazione.

Chiara Mirabelli
Nostalgie, sguardi sul dolore del ritorno

Sotto il nostro cielo


Sotto il nostro cielo

Sempre la tua impalpabile presenza
ho sentito 
sotto il nostro cielo 
dove si va lasciando a casa le
parole
altrove lasciando il peso dei 
corpi
 

Marcello C.





Luce nuova

Juan Ruiz
Dimentica che ti hanno insegnato
a vedere, chiudi gli occhi
e guarda in te, donna distesa
al sole, riflessa nella luce.

Luce nuova
Chiudi gli occhi, non guardare
la fredda superficie delle cose
dove solo si rivela un mondo
di misere apparenze, un mondo
di voglie banali che non sa
né conosce cos’è il desiderio.
Dimentica che ti hanno insegnato
a vedere, chiudi gli occhi
e guarda in te, donna distesa
al sole, riflessa nella luce.
 
Nel buio dello sguardo troverai
quel che hai dimenticato.
Indaga, cerca in te, nel buio
fervido dell’anima, una luce
nuova…
                Cercami! Sono io,
io, non mi vedi? quel punto radiante
amore nel cerchio della tua vita,
io, costretto a possederti
solo con le parole con la nuda
fantasia ma senza il tormento
di scivolare arreso nella morte.
 
Juan Ruiz
Poesia Senza pari link esterno

di Francesco Dalessandro
Auguri!!!!!

Altro non essere che te stessa

giovedì 7 dicembre 2017

OH NOTTE, DESIDERIO INSONNE

Meleagro
Ha per compagno il pianto, stringe al seno l’illusione,
accarezza la mia ombra? O c’è un altro uomo?

OH NOTTE, DESIDERIO INSONNE
Oh Notte, desiderio insonne di Eliodora, tormenti
che giungete al mattino, mattino ambiguo di gioia e dolore!
Le è rimasto qualcosa del mio amore, custodirà nel ricordo
un mio bacio per riscaldare le sue gelide lenzuola?
Ha per compagno il pianto, stringe al seno l’illusione,
accarezza la mia ombra? O c’è un altro uomo?
Quella che ti ho affidato, solo lei, avvolgila di luce.
Non illuminare, lampada, altri giochi.

Meleagro
Traduzione di Milo De Angelis

martedì 5 dicembre 2017

Sogno

Juan Ruiz
io cupo spasimo ero ma tu viva spina.

SOGNO
SOGNO Camminavi in un viale di platani,
ali i piedi in mezzo all’ocra delle foglie,
nel pensiero tumulto e tempesta
tu eri, nel sangue bruciavi
come sole inclemente in un tramonto
di bronzo e d’oro, fuggivi e non potevo
tenerti; eri spuma, vertigine marina.
 
Da una scala di tenebra e di sogno
scendevi (io nel sogno ero ambra
sui tuoi capelli ansia nei passi) e timo-
rosa tu venivi nel cuore della notte
(io teso t’aspettavo come l’agonia
del millennio): ti presi, ti effondesti
nel mio sangue, eri bruma mattutina.
 
La buia stanza fioriva in foglie timo
e rosa di luce e i nostri volti
non oppressi più dal buio e dal sonno
si aprivano al mondo e nel compiuto
desiderio si schiudeva una rosa
nera e fina insaziata sul lino,
io cupo spasimo ero ma tu viva spina.
 
Juan Ruiz
Poesia Senza pari link esterno

di Francesco Dalessandro

lunedì 4 dicembre 2017

Parlarsi

Buenas noches

Puo succedere a volte che una relazione cominci ad essere
percepita e vissuta in modo diverso opposto e divergente.
Allora è giunto il momento di parlarsi prima che
l'ambiguità, l'inganno e la finzione
prendano il sopravvento.
Prima che il filo si ingarbugli e si spezzi.
 

le cose non sono più come prima


La fine di una storia - 2

 

 
Per la prima volta era venuto lui a trovarmi. Non avevo molta voglia di vederlo. Un giorno mi dice, ho prenotato arrivo dopodomani.
Io già allora mi vedevco con altri ed era molto appagante.
Era molto eccitato come sempre. A letto le cose andavano diversamente dalle scene evocate nelle mail. Mentre lo facevamo mi sforzai di nascondere la delusione, il mio pensiero era rivolto all'altro, alle forti emozioni e al piacere che sapeva darmi.
- Aspetta, parliamo - gli dissi - le cose non sono più come prima. Ti voglio bene ma non sento più l'attrazione di prima.
- Rimaniamo amici - gli dissi.
Il suo viso avvampò, quasi gli mancava il respiro. Da mesi avevo maturato questa decisione ed avevo tanta paura di fargli del male.
- C'è un altro? - mi chiese, - Rientra nei patti, ricordi? Siamo liberi di avere altre relazioni, non abbiamo vincoli nè obblighi. La nostra è una relazione profonda e speciale propio per questo. Ci vediamo quando ne abbiamo voglia entrambi, altrimenti non ci vediamo -
- Non c'è un altro - gli dissi mentendo
- tu sei importante per me occupi un posto speciale nella mia vita, ti voglio bene e non voglio perderti. Ma non ti desidero più
Mi morsi la lingua per la pietosa bugia, non volevo umiliarlo e fargli del male. Non potevo dirgli delle sensazioni che mi faceva provare l'altro, dell'orgasmo che mi faceva volare fino al cielo, che mai avevo provato in vita mia.
- Quando hai smesso di desiderarmi? Fino a ieri, le tue mail....avevamo di deciso di farlo a tre, ricordi?
- Non so, è una decisione che ho maturato nel tempo, volevo dirtelo di persona, e volevo dirti del posto speciale che hai nel mio cuore...
Lui si ammutolì, guardava verso la finestra e poi guardava il soffito e quando io gli parlavo abbassava lo sguardo. Sembrava distrutto, incredulo e impreparato. Ma io dovcevo farlo.
- Mi dispiace - gli dissi
- Non preoccuparti, non è la prima volta, è tardi ora forse è meglio che andiamo.
Lo accompagnai all'aeropoto, non mi rivolse la parola durante il viaggio evitò di guardarmi, mi chiese di non aspettare. ci salutammo velocemente.
Mi sentivo triste e disperata, la sua presenza nella mia vita era importante, mi toccava nel profondo, nei lati piu' oscuri della mia anima, eppure sentivo una specie di inquietudine, qualcosa che mi faceva sentire in gabbia e non riuscivo a capire cosa. Io volevo stordirmi, volevo volare e lui me lo impediva.
Ci ho provato ci ho provato, ed ho anche finto, ma non me la sentivo di continuare a fingere. Non so quando è successo nè come sia potuto succedere che ad un tratto mi sia accorta di essermi stancata di lui. Mi annoiava. Ma gli altri non erano migliori di lui e con gli altri non c'era tutta questa intimità. Lui era buono rispettoso, mi ascoltava, si preoccupava per me, a volte era duro ma sincero.... ma forse era proprio questo che mi annoiava di lui.
Ora avevo tanta paura di perderlo. Ma era un rischio che dovevo correre.
 
Juan Pedroso

 



C'è come un dolore nella stanza

Amelia Rosselli
può ben situarsi un rovescio d'un destino
di uomini separati per obliquo rumore.

C'è come un dolore nella stanza
C'è come un dolore nella stanza, ed
è superato in parte: ma vince il peso
degli oggetti, il loro significare
peso e perdita.
 
C'è come un rosso nell'albero, ma è
l'arancione della base della lampada
comprata in luoghi che non voglio ricordare
perché anch'essi pesano.
 
Come nulla posso sapere della tua fame
precise nel volere
sono le stilizzate fontane
può ben situarsi un rovescio d'un destino
di uomini separati per obliquo rumore.
 
Amelia Rosselli

domenica 3 dicembre 2017

Ci pensai tutto il giorno e poi la notte le scrissi


La fine di una storia - 1

 

 
Un giorno lei mi scrive:
- Il nostro non è un rapporto esclusivo. Dobbiamo essere liberi di avere altre storie altre relazioni.
Il suo era un tono inusuale, quelle frasi davano l'impressione di essere state meditate a lungo.
Io con lei mi sentivo libero, lei mi ascoltava e io mi aprivo senza paura, le confessavo i miei segreti e le mie paure, i miei difetti e le mie fantasie. Tra noi c'era una forte intimità, lei era generosa a letto e mi accendeva. Io non mi stancavo mai di di ascoltarla. Ci sentivamo liberi di parlare desiderare e stare in silenzio, ci raccontavamo i nostri segreti le nostre miserie i sogni e le gioie. Eravamo liberi di non esserci e di essere altrove nei nostri pensieri e nel nostro corpo.
- D'accordo - le dissi - siamo liberi di avere altre relazioni e non abbiamo l'obbligo di confidarle.
Io a quel tempo avevo una relazione stabile anche se tumultuosa. C'era una forte intesa sessuale, ma non c'era la confidenza e l'intimità che avevo con lei. A lei volevo bene, volevo il suo bene e mi ero dato una sola regola a costo di sembrare freddo e senza cuore: Non causarle per nessuna ragione al mondo dolore.
Non c'entrava niente la mia relazione con noi due, non toglieva niente ai sentimenti profondi che provavo per lei e perciò avevo deciso di non dirle niente di questa cosa.
La sua mail non mi lasciò un momento nei giorni seguenti. Perchè all'improvviso ha sentito il bisogno di dover puntualizzare questo fatto che eravamo liberi di avere altre relazioni?
Mi tornò in mente la nostra corrispondenza. Anche se per un istante a volte avevo la sensazione che non gradiva il tono spinto insistente e monotono di alcune mie mail. Improvvisamente pensai che fingesse, che lo facesse per delicatezza e per non ferirmi. Eppure a volte era lei che si spingeva oltre che proponeva giochi molto spinti. Una volta mi aveva perfino proposto di farlo a tre. Io mi sentivo imbarazzato ma con lei e per lei avrei fatto qualunque cosa.
Passai molte notti insonni finchè affiorò nella mente ciò che abitava già da tempo nella profondità piu' nascosta della mia coscienza.
Ha un altro. La verità è che ha un altro che le da quello che io a letto non riesco a darle.
Per la verità a letto tra di noi, dopo le prime volte (forse successe una sola volta che antrambi volammo fino al cielo, istanti meravigliosi fuori dal tempo e dallo spazio, una dimensione tutta nostra, quella dimensione che la vita non ci aveva dato e non ci avrebbe potuto dare) non era il massimo del piacere, nonostante le nostre buone intenzioni e le nostre fantasie. Io mi sforzavo di darle piacere ma non ho mai pensato di essere così speciale a letto.
Eppure io la desideravo, non ci vedevamo spesso ma l'attesa mi rendeva felice. Non riuscivo a immaginare l'idea che lei non mi desiderasse più, ero incapace di accettare questa terribile verità.
Non solo la desideravo, ma le volevo bene volevo il suo bene e la sua felicità, mai mi era capitato di avere un sentimento cosi' profondo e gratuito per una persona.
Sarei stato capace di rinunciare al sesso con la persona con la quale coltivavo una così grande intimità? Sarei stato capace di accettare la crudele realtà che lei ora non solo cercava altrove cio' che io non riuscivo a darle ma che non voleva avere piu' rapporti intimi con me?
Avevo tanto paura, mi sentivo come un bambino impaurito e abbandonato.
Così un giorno decisi che dovevamo chiarire questa cosa per il nostro bene e per il bene della nostra relazione che meritava rispetto. Ci pensai tutto il giorno e poi la notte le scrissi:

La tua lettera mi ha sorpreso e riempito la testa di dubbi.
Forse non vuoi avere piu' rapporti con me.
Perchè, cosa è successo?
Forse è bene che ne parliamo con lealtà e sincerità. Voglio il tuo bene e non voglio che tu rinunci ad essere te stessa o stia male per colpa mia.
Forse è meglio che ci vediamo e ci diciamo tutto.
Potrei venire io da te.
 
Per alcuni giorni non aprii la posta.
 
Juan Pedroso

 



SILENZIO

Francesco Dalessandro

Niente è mai come prima, le parole
che tendono al silenzio arano solchi
e nessuno avrà fiato
o gesti per colmarli


SILENZIO
a R. F.
 
1.
Niente è mai come prima, le parole
che tendono al silenzio arano solchi
e nessuno avrà fiato
o gesti per colmarli
rimane sempre un graffio
nella coscienza e un dolore
 
2.
il tempo ora tace non c’è musica
a sciogliere la pietra che lo accoglie
e il dolore che era minimo è cresciuto
a poco a poco facendosi abisso
diventando silenzio senza cuore:
hai solo un ramoscello per salvarti
 
3.
a quel piccolo ramo sul dirupo
che apre l’abisso ti tieni aggrappato
e il vuoto è nel silenzio
dell’immagine viva nella mente
che si nega all’amore
perduto in qualche giorno di tempesta
 
4.
come abisso è l’immagine se nega
il luogo e silenzio la lingua
che rinnega la parola
se abisso è solitudine
il silenzio è l’abisso senza nome
elevato a presagio del domani

Francesco Dalessandro

Cercami

Juan Ruiz
trovami nell’erba del ventre nel tepore
dell’inguine nel fuoco delle labbra

CERCAMI
«Cercami così con le mani e con la mente
col silenzio impaziente degli occhi
cercami con la lingua e con le labbra
avide con la febbre e l’attenzione
che l’amore pretende, cercami così.

Trovami qui nell’ansia della fame e
del desiderio, nel languore della pelle
trovami nell’erba del ventre nel tepore
dell’inguine nel fuoco delle labbra
che si aprono ad accoglierti, trovami qui».
 
Juan Ruiz

Poesia Senza pari link esterno
di Francesco Dalessandro

sabato 2 dicembre 2017

Eppure desiderava Andrée


La camera azzurra

George Simenon






Eppure desiderava Andrée e, se gli accadeva di non vederla per un po’, era ossessionato dal ricordo delle ore frenetiche e focose trascorse insieme, dal ricordo del suo odore, dei suoi seni, del suo ventre, della sua impudicizia
 
Geroge Simenon -



Gli animi inquieti


Non voltarti
Non c'è  pace


 
Gli animi inquieti

I.
Non c'è  pace
 
un' ispirazione dalla vita o
una vita ispirata?

Non c'è pace per gli animi inquieti

sempre una nuova luce
sempre quel traguardo nuovo
Quel gradino in più

Non c'è pace per gli animi inquieti

***

II.
Non voltarti
 
Cammino sui miei passi
Soli
Cammino con piedi
leggeri
Non voltarti
Non c'è  pace

Non voltarti
È vita

D.N. 30/11/2017 h 15,32


Mi hai stupito nel buio


lettere immaginarie

 

 
Mi hai stupito nel buio
e per un istante si fermano i pensieri
tremano le gambe in attesa della scossa.
 
Juan Pedroso



togliti le mutande

Franco Arminio in rete
Abbi cura che qualcuno
venga a molestare la tua noia,
la sua indifferenza.

togliti le mutande
.
Togliti le mutande.
Ditelo a qualcuno
con la dolcezza
delle farfalle,
l'ostinazione delle formiche.
Offri la tua schiena
a un corteo di graffi,
la tua nuca a una barricata
di morsi.
Abbi cura che qualcuno
venga a molestare la tua noia,
la sua indifferenza.
 
Franco Arminio

venerdì 1 dicembre 2017

Temptation"





"Temptation"

Rusted brandy in a diamond glass
everything is made from dreams
time is made from honey slow and sweet
only the fools know what it means
temptation, temptation, temptation
oh, temptation, temptation, I can't resist
I know that she is made of smoke
but I've lost my wayy
she knows that I am broke
so that I must play
temptation, temptation, temptation
oh, whoa, temptation, temptation, I can't resist
Dutch pink and Italian blue
she is waiting there for you
my will has disappeared
now my confusions oh so clear
temptation, temptation, temptation
whoa, whoa, temptation, temptation
I can't reisist



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