Gelosia e possesso, con l’amore, c’entrano poco o niente. Perché l’amore è fatto anche di distanza e di separazione. L’amore è fatto anche di rispetto dell’alterità. L’amore è fatto soprattutto di libertà. Ecco perché uno degli errori più grandi che si possano fare quando si ama, è proprio confondere l’amore con la volontà di controllo e di possesso. Quando si pensa che l’altro ci appartenga completamente. E allora lo si tratta come un oggetto che ci si illude di poter spostare a piacimento, trovandolo ogni volta nel posto esatto in cui lo si è lasciato.
Quel «tu sei mio o mia» che talvolta soffoca. Perché nessuno appartiene a nessuno. Meno che mai a chi dice di amarci. E che, se ci ama veramente, dovrebbe amarci per come siamo. Con tutto quello che sfugge e che non si potrà mai controllare. Quello scivolare via, come una saponetta bagnata tra le mani, che è tanto difficile da sopportare, ma che permette poi ad ognuno di noi di esistere indipendentemente dalla presenza altrui.
Michela Marzano su >> Vanity fair