...quando Nero e io ci abbracciammo, credetemi, sembrava che in tutto il mondo si propagasse quella stessa bonta'. ho abbastanza esperienza di vita per capire che una bonta' del genere non puo' durare a lungo. Prima, Nero accarezzo' dolcemente i miei grandi seni. Mi piacque talmente che, dimenticando tutto, volli che mi succhiasse i capezzoli. Ma non lo fece. anche lui non era sicuro di quello che faceva. Sembrava non sapesse cosa fare ma voleva di piu' di quello che faceva. E cosi' mentre continuavamo ad abbracciarci, si insinuarono tra noi paura e vergogna.
quando chiusi di nuovo gli occhi - dio mio, non l'ho fatto di mia volonta' - Nero mi si avvicino' cosi' dolcemente che, nel buio, lo sentii accanto a me. Capii che era comparso all'improvviso dietro di me, mi baciava la nuca, il collo, dietro le orecchie. ed era molto forte. Mi sentivo al sicuro perche' era forte, grande e potente, perche' riuscivo ad appoggiarmi a lui. La nuca mi solleticava, i capezzoli mi si inturgidivano. Ero al buio von gli occhi chiusi e avvertii in maniera precisa il suo coso enorme, tanto che la testa prese a girarmi.
Orhan Pamuk - Il mio nome è rosso